Ti ricordi la fiaba del pifferaio magico? Oggi te ne racconto una un po' diversa.
«C’era una volta in una città dell'Italia una graziosa casetta, senza muffa e con le pareti bianche, che aveva però due “piccoli” difetti: era sempre fredda e si sentivano delle forti correnti d’aria all’interno. In questa deliziosa casetta ci viveva un bambino, che era sempre raffreddato, insieme alla nonnina, che era spesso ammalata e soffriva di dolori articolari…»
Sembra un po’ triste come inizio, ma questa finta fiaba, maldestramente inventata per l'occasione, è a tutt'oggi la realtà nelle abitazioni di molte famiglie. Qualcuno si sarà pure chiesto qual è la città incriminata, ma a dire il vero il fenomeno è comune da Palermo ad Aosta.
Sei anche tu come Zio Fester, che produce energia senza pagare dazio ad una delle azienda erogatrici del servizio elettrico? Oppure hai istallato un impianto fotovoltaico e ritieni che sprecare corrente elettrica non sia più un tuo problema?
In diversi post precedenti ho accennato al concetto di ponte termico e credo sia necessario darne una spiegazione un po' più tecnica a chi non è del mestiere, per comprendere meglio il perché di una serie di problemi con i quali abbiamo a che fare quotidianamente nelle nostre case.
Ho sentito spesso gli artigiani consigliare ai privati proprietari di eseguire l’isolamento termico dall’interno degli edifici, così da risparmiare i costi di impalcatura e poter isolare senza coinvolgere gli altri proprietari, nel caso di appartamento in edificio condominiale.
“Ma perché dovrei fare un cappotto? A cosa mi serve?” Questa è una delle classiche domande che fino a poco tempo fa mi veniva rivolta spesso, da clienti e amici. I vantaggi di un sistema di isolamento termico con il passare del tempo sono diventati più familiari un po' a tutti.