Formazione di condensa interstiziale e superficialeÈ utile isolare una parete dall'interno utilizzando una barriera al vapore? Se non hai ancora chiaro il concetto, di seguito potrai capire meglio di cosa stiamo parlando e a cosa serve.

Lo scopo di questo articolo è quello di fare un po' di chiarezza su affermazioni da parte degli addetti ai lavori del tipo: "Metti una barriera al vapore sul lato caldo in inverno" piuttosto che "Non utilizzare mai barriera al vapore".

La formazione di condensa interstiziale e superficiale è un fenomeno che si presenta sempre più spesso in edifici di nuova costruzione così come negli interventi di riqualificazione energetica di immobili vecchi. Paradossalmente si hanno fenomeni di condensa dopo la ristrutturazione, quando invece la casa vecchia e malandata aveva mille altri problemi, ma non questo.

Ovviamente le cause possono essere diverse, in primis il fatto che si procede alle ristrutturazioni (e sinceramente anche alla costruzione di case nuove) senza affidarsi a tecnici esperti e a progettazioni corrette dell'isolamento globale dell'edificio.

Non sto qui nemmeno a dirti le email che ricevo in cui mi si chiede se determinate soluzioni (quasi sempre improvvisate) siano adeguate o meno.

Non ho comunque intenzione di entrare nei dettagli dell'utilizzo di una barriera al vapore né voglio annoiarti con tutti i possibili scenari delle stratigrafie di parete diverse con diversi carichi di umidità.

Quello che vedremo in questo articolo è ciò che accade in una cavità del muro con barriera al vapore installata, d'inverno ma soprattutto d'estate.

Solo per capirci meglio, però, riporto una definizione:

 

La barriera al vapore si trova all’interno degli elementi costruttivi perimetrali (tamponature e solai) e serve a proteggere l’isolante dalle infiltrazioni di acqua dovute all’eventuale formazione di condensa negli strati interni.

 

La maggior parte dei materiali isolanti, infatti, ha un forte calo di prestazioni in presenza di acqua.

La funzione della barriera al vapore è quella di ridurre drasticamente la traspirabilità del materiale isolante in modo da non avere mai un flusso di vapore che passando dagli strati più caldi a quelli più freddi condensi all'interno della parete.

Ma siamo sicuri che otteniamo un beneficio sempre, con qualsiasi clima, sia d'estate che d'inverno?

Analizziamo due scenari.

 

Scenario 1: Inverno, clima freddo e poco umido

Nella stagione fredda, una barriera al vapore sul lato interno di un muro, probabilmente non causerà alcun problema.

L'aria umida è infatti all'interno dell'abitazione. La barriera al vapore lascia il vapor acqueo nell'aria interna umida lontano dalle superfici fredde all'interno della parete.

Diciamo anche che la maggior parte delle ditte che propongono lavori di isolamento senza fare alcun tipo di esame preliminare sulla stratigrafia della parete - non me ne vogliano - si basa solo sull'idea che una casa debba essere isolata dal freddo in inverno.

E cosa accade invece con una barriera al vapore d'estate, soprattutto se l'aria esterna è molto umida?

 

Scenario 2: Estate, clima caldo e umido

Nel nostro paese il clima umido è familiare ormai in moltissime regioni. In particolare chi abita in città della Pianura Padana (e non solo) sa di cosa sto parlando.

Ti faccio l'esempio di una casa che ho visitato per una consulenza lo scorso anno in luglio all'una del pomeriggio durante una giornata di sole.

Il punto di rugiada dell'aria esterna era di circa 28°C. Internamente l'aria condizionata era accesa, con una temperatura di circa 4 gradi più bassa rispetto a quella esterna. La finestra era a vetro singolo. In queste condizioni l'aria fortemente umida dell'esterno si raffredda sulla superficie del vetro, ed il risultato è la condensa.

Perché questo esempio?

Immagina che la lastra di vetro sia un foglio di polietilene, la nostra barriera al vapore. Tieni presente che quello che di solito viene proposto dalle ditte, è un successivo strato di cartongesso (ma si può usare anche altro materiale) interno a copertura della barriera al vapore. Dopo, partendo sempre dall'interno, c'è lo strato di isolante (non specifichiamo quale, non ha importanza ai fini dell'esempio).

Supponi poi che il muro esterno sia una stratigrafia in legno, o in mattoni o in tufo (come per molte case in luoghi di villeggiatura), perché no in paglia, completa di rivestimento e isolamento traspirante. La barriera al vapore è sufficientemente “lontana” dall'umidità esterna? O ci sarà umidità che attraversa la stratigrafia del muro esterno e condensa sulla nostra barriera al vapore?

Se quel muro permette all'aria esterna di infiltrarsi e la temperatura sulla barriera è inferiore al punto di rugiada, la condensazione (interna) è il risultato più probabile. Se tali condizioni perdurano a lungo, l'acqua di condensa corre giù per la barriera, il muro si “inzuppa” e comincia a danneggiarsi.

Senza barriera al vapore, d'estate il vapor acqueo esterno penetra dentro il muro a secco e si diffonde attraverso la stratigrafia fino all'aria interna alla casa. Con l'installazione di un foglio di polietilene interno, si blocca quel meccanismo di traspirazione e si crea una superficie di condensa interna alla parete.

Fortunatamente è molto difficile che il vapor acqueo nell'aria esterna sia fonte di una tale umidità da far marcire una parete, soprattutto se in mattoni. È però più probabile che in caso di umidità di risalita da una fondazione, l'umidità si faccia strada nel muro per capillarità, e in caso di barriera, quell'acqua resta lì ad “ammalorare” il muro.

Ovviamente l'acqua potrebbe arrivare anche per una rottura del sistema idrico o fognario, piuttosto che per un allagamento.

La presenza di una barriera al vapore rende più difficile che le cavità interne del muro possano asciugarsi.

 

La barriera al vapore non è la soluzione giusta...

..anche se ci potrebbero essere dei casi in cui potrebbe valere la pena utilizzarla.

Come si determinano questi casi allora? Più in generale, come determinare la scelta dei materiali, gli spessori, le metodologie di applicazione e via dicendo?

Si possono applicare diverse indagini di studio e ad esempio utilizzare il modello di Glaser o l'analisi dell'umidità in regime variabile, che tiene conto di diversi fattori che possono agire sul flusso di vapore, tra cui l’irraggiamento solare, la pioggia, i fenomeni legati all’asciugatura delle strutture, la ventilazione e non ultimo il comportamento delle persone che abitano la casa.

Quello che vorrei che capissi, prima di farmi la solita domanda:

“Architetto, può dirmi se x cm della soluzione y vanno bene”

è che l'isolamento di una casa è una cosa che va progettata, a seguito di una analisi dello stato di fatto e in base ai risultati che si vogliono ottenere.

 

Ci possono essere tanti modi per isolare una casa, ma è possibile che buona parte di questi siano sbagliati, insufficienti, antieconomici, inutili, dannosi. E l'errore non è solo nella scelta dei materiali, perché come ho cercato di spiegare, ci sono molti parametri da valutare (anche con l'uso di software e simulazioni).

 

In tutti questi casi hai buttato via soldi.

Ricordatelo prima di scegliere e affidare i lavori di miglioramento energetico della tua casa alla ditta che ti ha fatto il preventivo più basso.

 

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Commenti   

+1 # Bruno 2016-04-05 14:51
salve sono un artigiano e mi occupo di realizzare piscine in che modo e che tipo di barriera vapore posso usare per evitare il rigonfiamento delle vernici o Resine di finitura.
cordiali saluti
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0 # Laura Coppo 2016-05-07 11:59
Salve Bruno,

Non mi sento di espimermi in un campo che non tratto in modo specifico.
saluti. Laura
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-1 # paolo 2016-01-02 18:24
Salve avrei bisogno di consigli per risolvere un problema.
Ho ripristinato un vecchio solaio realizzato con travi ad H e tavelloni in laterizio applicando al di sopra di esso delle lamiere grecate corroboranti. Sopra alle lamiere grecate c'è rete elettrosaldata e getto, poi isolante 4 cm in polistirolo senza barriere vapore, quindi massetto e guaina bituminosa ardesiata. Il solaio è piano a terrazzo. Una volta terminato il solaio ho rimosso i vecchi tavelloni dall'interno ed ora ho le lamiere grecate a vista. Il locale è di 50 mq, realizzato in scaglioni di tufo. Senza riscaldare il locale, le lamiere grecate si bagnano al punto da gocciolare. Devo fare un intervento per evitare questo fenomeno ma non so quale. Ho davvero bisogno di aiuto.
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0 # Laura Coppo 2016-01-31 18:54
Salve Paolo,
va verificato l'intervento eseguito, analizzando anche le condizioni al contorno (interno ed esterne).
La condensa superficiale non dovrebbe mai verificarsi.
A mio parere è ststo eseguito un intvento non progettato, ma frutto di ipotesi non verificate.
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+1 # Leo Tagliabracci 2015-11-22 14:00
Cortese architetto,
ho un quesito forse in antitesi a quanto letto finora:
in un piccolo locale predisposto in fase di costruzione in cantina vorrei fare una Sauna vapore (o Hammam o Bagno turco). Quindi si tratta di isolare le pareti affinchè il vapore resti il più possibile nel locale e non si trasmetta all'esterno. Pensavo a (dall'interno verso l'esterno): piatrelle in ceramica - colla per ceramica - rasatura con rete - polistirene estruso da 50 mm - camera d'aria da 40 mm con listelli in legno per fissarci il polistirene - laterizio intonacato. Direi che occorrerebbe mettere la barriera al vapore fra i listelli e il polistirene? In questo caso dovrebbe essere un telo traspirante il minimo possibile tipo poliestere/alluminio?
Grazie della cortese risposta che spero sia utile anche ad altri.
p.s. abito da 4 anni in una casa in legno con grande soddisfazione. Peccato che questo tipo di costruzione sia così poco diffusa!
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0 # Laura Coppo 2015-11-29 17:01
Salve Leo,

l'intento è di tenere il più possibile il vapore all'interno nel suo caso e l'ambiente sarà umidissimo. Per cui, facendo attenzione alla carretta posa, l'inserimento di una barriera potrebbe essere utile, anche se di fatto già i materiali utilizzati per isolare costituiscono una barriera.
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0 # Marco Lovison 2015-11-17 18:38
Gentile architetto, ringraziandola per l'interesse e facendole i complimenti per il blog le pongo il mio problema.
Ho di recente acquistato una casa in periferia ad Aosta in fase di ristrutturazione in una zona che in inverno vede il sole circa 2 ore al giorno, allo stato di fatto le pareti le trovo partendo dall'esterno così stratificate:
parete inpietra spessore 60 cm non intonacata
camera d'aria spessore medio 5/6 cm
struttura lignea autoportante con pannelli in polietilene espanso da 4 cm.
Sarebbe stata mia intenzione applicare una barriera antivapore e sopra ancora una boiserie da 2 cm
Per ovviare al problema estivo della barriera antivapore avrei pensato ad effettura 2 fori per ogni parete agli angoli estremi di ogni parete (in alto a sx ed in basso a dx) del diametro di ca 10 cm tappati in inverno e stappati in estate per facilitare il ricambio d'aria nella camera d'aria. a suo avviso è cosa ben fatta. grazie infinite. Marco
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0 # Laura Coppo 2015-11-29 16:44
Salve Marco,

i casi specifici, ed in particolare il suo che si presenta parecchio articolato, necessitano di uno studio approfondito e come tale trattasi di consulenza.
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0 # AleD 2015-07-02 11:53
Ma mettere un'altra barriera al vapore anche sull'altra faccia dell'isolante non è sufficiente?
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0 # Laura Coppo 2015-07-06 11:32
Salve Ale,
mettere una barriera al vapore se non serve è uno spreco.

Se compongo una stratigrafia con una barriera al vapore, devo essere sicura di proteggerla, perchè questa non venga forata, e ciò costituisce un vincolo (e un possibile pericolo).
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0 # minorx 2015-01-30 15:39
buongiorno laura, sono uno studente delle superiori e volevo chiederle se la barriera al vapore serve su un isolante in fibra di legno
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0 # Laura Coppo 2015-02-01 15:31
Buongiorno!

La domanda è incompleta, per cui è impossibile per me rispondere con un semplice si o no.

Va sempre analizzata la stratigrafia completa, unitamente alle condizioni ambientali.

La fibra di legno io la utilizzo sia in ambiente interno che all'esterno.
La uso in copertura, a parete e per isolare i soffitti all'interno. Ma anche in altri casi, isto che è anche un ottimo isolante acustico.

Come vedi, la questione è ben più complessa.
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-1 # Cristiano 2015-01-20 20:26
Buonasera Laura, mi trovo da due anni ad abitare una casa antica, con struttura mista di pietra e laterizi, che manifesta condensa superficiale sulle pareti ad ogni preparazione di pasta al sugo. La situazione è pesante, la muffa dietro ai mobili è onnipresente e non credo che faccia molto bene ai piccoli,e neppure a mamma e papà. Ho saggiato i muri, scoprendo che le mani di vernice date sugli stessi comprendono tutti i tipi di pitture acriliche in voga dagli anni 80 ad ora..credo quindi di abitare in un grande sacchetto di nilon, incapace di smaltire l'umidità prodotta dal semplice abitare. Ho notato un grande miglioramento nell'uso di deumidificatori elettronici, ma tutti questi aggeggi fanno rumore, consumano un tot di energia e sono pure bruttini;la logica, ancor prima di pensare a un cappotto interno (la casa è vincolata) mi porta alla completa rimozione di ogni finitura.Leggendo i suoi articoli mi sono convinto che è meglio agevolare il flusso di umidità, piuttosto che bloccarlo
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0 # Laura Coppo 2015-02-01 15:25
Salve Cristiano,

le pitture acriliche sono un problema e la sua metafora del "sacchetto di nylon" è azzeccata.

Non creda però che attraverso le pareti possa avvenire lo smaltimento dell'umidità degli ambienti.

Ci sono diversi fattori che contribuiscono alla formazione delle condense: la % di umidità, le temperature, i materiali presenti e il modo di vivere la casa.

La questione non è affatto banale e se 'immobile è per giunta vincolato, bisogna progettare in modo attento qualsiasi intervento.

La invito ad approfondire qui l'argomento: http://www.lauracoppo.it/certificazione-energetica/perche-fare-la-diagnosi-energetica

Continui a seguirmi!
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0 # Laura Coppo 2014-05-29 17:32
Salve Uto,
grazie per gli apprezzamenti al blog, che sono sempre molto graditi.

Non saprei consigliare un testo specifico sulla riqualificazione, in quanto argomento parecchio complesso e vasto.

La mia formazione in materia deriva dalla frequentazione dei corsi presso Casaclima, in quanto consulente, ma anche da continuo aggiornamento tramite convegni e corsi specifici, oltre che dallo studio dei prodotti in commercio.
L'aspetto pratico e la collaborazione con altri colleghi hanno contribuito infine, per cui consigliare un testo mi sembra riduttivo, soprattutto perchè non so esattamente nello specifico cosa le potrebbe servire.

Continui a seguirmi! Laura
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0 # Uto 2014-05-29 15:57
Gentile architetto, apprezzo molto il suo blog per la sua chiarezza e le vorrei chiedere un consiglio. Sono un tecnico anch'io, ingegnere, ma non mi sono mai occupato di riqualificazione energetica. Volendomi addentrare in questa materia, per motivi più personali che professionali (devo ristrutturare una mia proprietà), mi potrebbe indicare un ottimo testo sull'argomento ? Non tema che voglia rubarle clienti, abito a quasi mille km da lei !! Grazie e continui a diffondere la cultura del risparmio energetico.
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