In un precedente articolo ho parlato degli impianti di riscaldamento a pannelli radianti e dei benefici che si possono ottenere a patto che si pianifichino gli obiettivi di efficientamento energetico.

Ho ricevuto diverse email per avere chiarimenti su questioni un po' più tecniche, soprattutto sul massetto di finitura e sui materiali impiegati.

È importante però che tu non perda di vista il fatto che negli edifici moderni, costruiti secondo criteri di risparmio energetico, non si può più considerare il singolo impianto piuttosto che il singolo componente dell'involucro, ma va fatta una valutazione complessiva dell'intero sistema.

All'interno del sistema vanno poi dimensionati e ottimizzati i singoli componenti. Il massetto è un elemento molto importante anche nelle ristrutturazioni, poiché fa da vettore del calore, ed in caso di impianto radiante, è un elemento da trattare con maggior cura.

Il sistema a pannelli radianti non è un'invenzione recente. Impianti “rudimentali” erano già stati introdotti sul mercato all’inizio degli anni '60. Peccato però che al tempo le caldaie erano assolutamente inefficienti (se paragonate a quelle attuali) e il circuito portava acqua ad alta temperatura.

Questo era ovviamente sia antieconomico, ma soprattutto comportava diversi problemi di discomfort, in primis per questi motivi:

  • non è piacevole camminare su un pavimento molto caldo
  • si creano movimenti convettivi che alzano la polvere da terra
  • si gonfiano le gambe a causa del calore

Ovviamente le moderne tecnologie hanno permesso di compiere passi da gigante e di eliminare o ridurre al minimo questi ed altri problemi. Oggi il riscaldamento a sistemi radianti trova applicazione in numerose tipologie di edificio.

Detto questo, entriamo un po' più nello specifico e vediamo anche come è fatto un massetto.

Ti ho appena detto che la scelta del massetto in presenza di impianto radiante è ancora più decisiva che in usi tradizionali (ossia senza riscaldamento a pavimento), perché diventa parte integrante dell'impianto di riscaldamento.

Se fatto male, può compromettere l'efficienza dell'impianto!

 

Cos'è un massetto a umido e quali sono i materiale utilizzati

I sistemi di riscaldamento “a umido” sono costituiti essenzialmente da una serie di circuiti nei quali circola acqua a bassa temperatura (indicativamente da 25° a 40°C) “annegati” in un massetto cementizio (sabbia e cemento).

A parte la struttura portante sulla quale viene posato uno strato di malta o calcestruzzo, di solito alleggerito, all'interno del quale vengono posati gli impianti elettrico e idraulico, la tipica stratigrafia (ossia l'ordine dei vari strati di materiali che si alternano) del sistema è:

  • una barriera al vapore per evitare fenomeni di condensa;
  • i pannelli di sostegno dei tubi, che svolgono anche funzione di isolante termico
  • i tubi del circuito, generalmente in polietilene, fissati ai pannelli sottostanti;
  • il massetto cementizio;
  • il pavimento finito, in ceramica o parquet.

Il principio è molto semplice: l'acqua calda del circuito dell’impianto cede calore per conduzione al massetto che, scaldandosi, a sua volta riscalda l’ambiente per irraggiamento. Lo spessore del massetto deve essere almeno di 5 cm e comunque minimo 3 cm sopra il tubo (norma UNI-EN 1264).

Questi spessori possono essere tranquillamente calcolati e non creano problemi in caso di nuove costruzioni.

 

Ma se devo ristrutturare un immobile, ho a disposizione questi spessori, affinché l'altezza interna sia come minimo di 2,70 metri? Ed il solaio può sopportare il relativo peso/mq? Sono cose che vanno assolutamente verificate prima della progettazione.

 

Cos'è un “sistema a secco” e quali materiali vengono utilizzati

Il principio di funzionamento è lo stesso. Nelle costruzioni a secco vengono impiegati materiali prefabbricati certificati che permettono di avere spessori davvero ridotti, molta più leggerezza del massetto (in caso di problemi di carico sulla soletta dell'edificio) e alte prestazioni in termini di efficienza energetica.

Si tratta di pannelli in poliuretano espanso o in polietilene espanso, piuttosto che composti da fibra di legno, sughero o granulati di roccia (vulcanica) senza additivi. Tali materiali, in alcuni casi, sono accoppiati con uno strato preincollato, tipicamente di alluminio, che ne garantisce (o aumenta) la conducibilità del calore.

Fibra di legno e sughero, oltre ad essere soluzioni più ecocompatibili, permettono anche ottime performance di abbattimento acustico.

Alcune ditte garantiscono spessori complessivi (compresi i rivestimenti esterni del pavimento) inferiori ai 4 centimetri. Parliamo dunque di una soluzione molto semplice ed efficace in caso di ristrutturazioni.

Le diverse aziende costruttrici offrono sistemi proprietari con caratteristiche differenti, anche da una linea all'altra della stessa ditta, con costi diversi e adatti a differenti impieghi, da valutare. So che stai pensando che questa frase è degna di una “supercazzola” di Tognazzi, ma il senso è che non si può dare in assoluto una descrizione esaustiva del sistema a secco, proprio perché esistono differenti brevetti con materiali (comunque certificati) e modalità di posa differenti.

 

Differenza tra massetto a secco e massetto a umido

Il massetto ad umido dà una risposta piuttosto lenta all'input della caldaia, perché essendo più massivo ed avendo più spessore, ha un'inerzia maggiore ai cambiamenti di temperatura. È dunque più difficile la regolazione della temperatura. La risposta all'accensione e allo spegnimento della caldaia è dunque ritardata.

Il massetto a secco è veloce nella risposta (all'accensione e allo spegnimento della caldaia) e messa a regime e può permettere un risparmio energetico maggiore dovuto alla migliore controllabilità. Questo può essere un aspetto importante in ambienti che non vengono riscaldati con continuità (si pensi a seconde case piuttosto che a camere di alberghi). In alcuni casi l'inerzia termica è addirittura più bassa dei sitemi di riscaldamento tradizionali a radiatori.

La temperatura di mandata è ancora più bassa del sistema a umido, e anche questo costituisce un vantaggio.

Il sistema a secco è anche più rapido da istallare in quanto non c'è gettata e si può posare subito. Si possono tenere più sotto controllo i tempi di cantiere, che possono essere ridotti anche di un mese.

In abbinamento con una pompa di calore aumenta di molto la resa complessiva.

 

Per una riqualificazione energetica è ideale sia per il peso (10-15 kg/mq) che per mantenere i vincoli dell'altezza interna, avendo spessori molto ridotti. È infatti applicabile anche direttamente sul pavimento esistente.

 

Faccio però notare che se il fondo è molto irregolare, una gettata riesce ad adattarsi meglio rispetto ad un pannello prefabbricato, a prescindere dal materiale.  

Il sistema a secco è ottimo in centro storico in quei casi in cui ho difficoltà ad arrivare con la betoniera o con mezzi per eliminare le demolizioni.

Aspetto negativo: il costo è maggiore, anche fino al doppio del costo rispetto a quello con la gettata ad umido, ma complessivamente, comprese le opere murarie di demolizione e smaltimento, e i tempi incerti di cantiere, i costi possono diventare confrontabili.

Tieni presente che in alcuni casi, come ad esempio per aperture di negozi o attività commerciali, i tempi sono molto importanti.

Uno dei problemi maggiori che si incontrano con il massetto a umido è la difficoltà in cantiere di miscelare la malta cementizia ad hoc, sia perché a volte la manodopera non ha le appropriate competenze, sia per le materie prime scadenti. Vanno infatti tenuti in considerazione: tipologia degli inerti utilizzati, dosaggi di cemento e acqua, consistenza e resistenza del massetto, curva granulometrica.

Per minimizzare il margine di errore, molte aziende hanno messo in commercio degli addittivi fluidificanti da aggiungere nell'impasto in fase liquida, in modo da ottimizzare il rapporto acqua/cemento e dare maggiore conducibilità al manufatto finale. In questo modo si riduce il rischio, ma non lo si elimina.

Va anche sottolineato che esistono massetti premiscelati, con una alta dose di fibre metalliche amorfe, per i quali non è richiesta alcuna aggiunta di additivo né di rete di armatura; l'operaio deve semplicemente rompere il sacco nell'impastatrice e aggiungere la dose di acqua indicata. Il massetto risultante ha così buone/ottime prestazioni di conducibilità e caratteristiche di robustezza superiori alla norma.

 

Per evitare fraintendimenti...

Dire “a bocce ferme” che un sistema sia decisamente migliore dell'altro, non è un'affermazione corretta. Come sempre dico, è necessario fare delle valutazioni preventive, in riferimento anche al budget a disposizione, ai tempi di realizzo, alle caratteristiche dell'edificio stesso, agli obiettivi che si vogliono raggiungere, in caso di recupero e riqualificazione energetica di un edificio esistente.

Come al solito, non è una decisione che puoi prendere da solo, se non sei un tecnico esperto e se non hai fatto un'adeguata analisi.

 

PS: Aiutami a condividere questo post, se ti è piaciuto o l'hai trovato utile, e aggiungi un tuo commento qui sotto! Grazie

 

 

Commenti   

0 # Giuseppe Poli 2016-02-22 18:18
Buongiorno Architetto,
dovrei cambiare l'impianto di riscaldamento di un appartamento a Ravenna posto al settimo piano (l'attuale impianto è centralizzato ad aria) . Sarei indirizzato per un radiante a soffitto per non intervenire sui pavimenti.. I tecnici contattati però mi hanno dato risposte contrastanti. Uno sarebbe orientato per un impianto radiante a secco, mentre l'altro opta decisamente per uno a umido. Le chiederei gentilmente un suo consiglio su quale tecnica possa essere considerata quella che dia meno problemi a parità di resa energetica e prescindendo dall'eventuale differenza dei costi.
La ringrazio anticipatamente della Sua cortesia.
Giuseppe Poli
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0 # Laura Coppo 2016-03-04 09:25
A bocce ferme non esiste un sistema migliore. Dipende da tanti fattori.

Personalmente ho usato già più di una volta il radiante a soffitto (a breve spero di poter fare un articolo a riguardo, se riesco a trovare il tempo!), con ottimi risultati. Ma mi è anche capitato di sconsigliarlo, per diverse ragioni.

Specifico solo che i costi non sono mai un elemento da sottovalutare. Ok, c'è anche chi non bada a spese.

Ma non ha senso comunque mettere il motore della Ferrari su una Duna! Quindi lo studio del dimensionamento, oltre che della tipologia di sistema di riscaldamento/raffrescamento, è importante, se si vuol fare la cosa con criterio.
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+1 # Alessandro 2016-02-10 17:29
Buonasera,
complimenti per il blog.
Sono un architetto, chiedo, se possibile, di sapere quale può essere il costo di sottofondo a secco da posare su solaio nuovo in legno/cls, tenendo conto di usare granulare livellante sopra gli impianti (idrico e elettrico), pannello, riscaldamento a pavimento e altro pannello sotto il pavimento, grazie.
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-1 # Laura Coppo 2016-03-04 09:18
Alessandro,
non ho una risposta univoca. Come avrà letto nell'articolo, ci sono molte tipologie di intervento, ci sono diverse ditte che applicano costi differenti, e i prezzi stessi sono soggetti a cambiamenti nel tempo.

Io di volta in volta mi interfaccio con il fornitore/produttore per averli, in base alle specificità del caso.
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0 # Ivan 2016-01-30 17:30
Salve.
Intanto mi complimento con lei per il suo sito che seguo molto volentieri.
Ho letto altrettanto volentieri il suo articolo qui sopra,ma non vedo neppure degli accenni riguardo al sistema di sottofondi autolivellanti per coprire l'impianto radiante a pavimento :eek: . Io da più di dieci anni poso questo tipo di massetto fluido,dall anidritico (che non richiede posa di rete e giunti nelle porte)al cementizio con molteplici proprietà che superano di gran lunga quelle del sabbia e cemento tradizionale,a partire dagli spessori ridotti " 3cm" o del maggior potere radiante.Basta arrivare sul cantiere con le giuste attrezzature "un 4 assi fornito d'impianto automatizzato" e personale professionale.. Vero è che l'edilizia è in continua mutazione ed il sistema a secco si sta rivelando un'alternativa più che valida.. Grazie per la disponibilità.
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+2 # Laura Coppo 2016-02-15 13:16
Certo Ivan,
grazie del contributo. Le soluzioni in effetti sono diverse, e vanno applicate a seconda del contesto. A mio avviso non esiste la soluzione unica che va bene per tutto.

Oltretutto è importante anche la capacità degli artigiani di eseguire regola d'arte la corretta posa.
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0 # BARBARA 2016-01-17 19:34
Buona sera,
ho letto con interesse l'articolo.
Chiedo: vorrei fare il riscaldamento a pavimento in containers assemblati che notoriamente hanno un sottofondo a strato marino ovvero cemento-legno. Posso utilizzare il riscaldamento a "secco" ?
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0 # carlotta 2015-12-01 17:31
Buonasera,
sto ristrutturando casa e siccome ho problemi di altezza della soglia , mi hanno proposto un sistema a ridottissimo spessore che è sprovvisto di massetto.
vorrei sapere quali sono i problemi che si possono verificare e se è preferibile quello tradizionale.
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-1 # Laura Coppo 2015-12-04 12:58
Salve Carlotta,

il sistema che dice è un buon sistema, ma mi è impossibile rispondere se è la soluzione giusta al suo caso, non avendo elementi sufficienti per rispondere.
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-2 # andrea 2015-10-03 23:20
complimenti per la chiarezza di questo articolo molto illuminante.devo ristrutturare un appartamento senza problemi di altezza.posso usare pannelli radianti sopra le vecchie piastrelle?questo per evitare le spese di demolizione....ed inoltre...i pannelli raggiungono uno spessore cosi ridotto a discapito dello strato di isolamento termico??? qualora cosi fosse posso incrementarlo con ultriore pannello isolante?
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0 # Laura Coppo 2015-10-08 15:13
Buongiorno Andrea,

attenzione ai livelli dei pavimenti, alzandosi tanto il problema sono le soglie, le porte, ecc.. anche se non hai problemi di altezza interna.

Lo strato isolante sottostante può risultare inferiore in certe soluzioni, perchè il suo luogo ideale di posa è un solaio con buone prestazioni oppure semplicemente perchè posandolo a secco, miglioro la risposta termica e posso addirittura usare una temperatura di mandata più bassa.

Amo la ristrutturazione perché davvero, non lo dico per confondere le acque o per non fornire "consigli", in ogni lavoro ho utilizzato prodotti e soluzioni diverse.

Il prodotto radiante a pavimento più sottile che ho visto è di 1,5 cm, ma in molti casi non era il prodotto adatto da usare.

Saluti Laura
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0 # Adriana Basso 2015-09-22 07:23
Buon giorno Sig.ra Laura, ho letto l'articolo che ha scritto inerente al riscaldamento a pavimento, massetto umido, ecc. Devo restaurare un appartamento in Val Pusteria e, purtroppo dovrò sostituire il riscaldamento a pavimento esistente perchè ormai ha trent'anni e l'idraulico mi ha detto che, visto che devo rifare i pavimenti, è auspicabile fare questo lavoro non preventivato. L'appartamento si trova al secondo piano, il massetto è di 5 cm ed ho un'altezza sotto soffitto di 244 cm. In termini di costo quale soluzione mi consiglierebbe?
Buon lavoro
Adriana Basso
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0 # Laura Coppo 2015-10-08 11:54
Salve Adriana,

in commercio esistono diversi prodotti per la realizzazione del radiante a pavimento. Alcuni di questi lavorano a basso spessore e sono molto adatti alla ristrutturazione, ma magari non sono i più economici.

D'altra parte, alle volte utilizzare un prodotto più costoso vale comunque la pena, se si possono evitare spese di demolizione e altre lavorazioni aggiuntive.

E infine, c'è il comfort che una scelta può avere e altre magari no, e su questo, mi perdoni, non c'è prezzo che tenga! :-)

Certo, non è possibile dare consigli in questa sede, ogni parere tecnico e indicazione richiede una verifica preventiva.

Saluti Laura
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0 # Patrizio 2015-02-06 23:41
Salve,
complimenti per il blog.
Sono proprietario di un immobile costruito negli anni '80 e attualmente riscaldato (si fa per dire) con un sistema a ventilconvettori AERFerrisi. Sto valutando di passare ad un sistema a pavimento. L'appartamento e' alto esattamente 2.7mt e i pavimenti nelle camere sono irregolari. Di fatto dovrò rifare il massetto che attualmente, piastrelle escluse, ha uno spessore di 7cm. Le piastrelle vorrei sostituirle con una pavimentazione a laminato.
Premesso che, come sempre consiglia, e' necessario rivolgersi ad un professionista qualificato, giusto pour parler mi chiedevo se in una situazione tipo la mia fosse preferibile un secco o un umido.
Saluti.
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0 # Laura Coppo 2015-02-15 15:09
Salve Patrizio,

Le informazioni non sono sufficienti, neanche per il pour parler! ;)

Che tipo di immobile è? Che cos'ha sotto? A che piano è? Che altri interventi sta facendo, oltre questo?

Cerchi di capirmi, non è mia intenzione essere ermetica, ma semplicemente non voglio dare risposte inutili, perchè non so cosa deve fare!

Detto questo, non voglio lasciarla senza una risposta ;) e Le dico due miei primi criteri di scelta: sceglierei l'uno o l'altro in base alle caratteristiche di portata del solaio e alla risposta termica che questo deve dare.
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0 # Gabriele 2015-01-20 20:45
Buongiorno,

In un ambiente residenziale, altezza esatta di 2,70 m, avrei l'idea dinserire un sistema di riscaldamento a pavimento..... nel caso si "applicasse" il sistema a secco su pavimentazione esistente e di conseguenza l'altezza finale sarebbe inferiore a 2,70 m (per locali soggiorno e cucina) ci sono dei problemi di "perdita dell'abitabilità" oppure vi sono deroghe possibili per "questioni energetiche"?
Grazie tante
Gabriele
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0 # Laura Coppo 2015-02-01 15:36
Buongiorno Gabriele,

purtroppo gli ambienti interni devono avere l'altezza di 2,70 mt per essere abitabili. Si intende per tutti le stanze principali, come cucina, soggiorno e camere.

Mentre si può avere bagni e ripostigli ad un'altezza inferiore.

Nel suo caso, credo che la demolizione del massetto essitente sia necessario, se vuole per forza installare un radiante a pavimento.

Certo, non esiste solo quella soluzione tecnica per il riscaldamento nei casi di ristrutturazione...
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0 # gabriele 2015-02-14 10:19
Citazione Laura Coppo:
Buongiorno Gabriele,

purtroppo gli ambienti interni devono avere l'altezza di 2,70 mt...

Nel suo caso, credo che la demolizione del massetto essitente sia necessario, se vuole per forza installare un radiante a pavimento.

Certo, non esiste solo quella soluzione tecnica per il riscaldamento nei casi di ristrutturazione...


Quali potrebbero essere altre tecniche ?
Radiante a parete: porta via spazio interno e compromette arredamento.
Radiante a soffitto: no x altezza!
Sovradimensionamento termosifoni per poter utilizzare Temperature mandata acqua minori....contro: non hanno il confort di un sistema radiante, usano più spazio, pro: costi probabilmente minori di insrallazione e forse in esercizio confrontabili con quelli dei radianti??
Altre soluzioni/ idee e opinioni ben vengano.
Grazie
Saluti
Gabriele
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0 # Laura Coppo 2015-02-15 17:21
Salve Gabriele,

come più volte detto, non mi è possibile offrire soluzioni "tanto per dire qualcosa".

Se le offrissi una soluzione e poi non si rivelasse quella migliore e poi avesse dei disagi, di chi sarebbe la colpa?

Ogni soluzione specifica richiede uno studio specifico.
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0 # gabriele 2015-02-15 18:13
Citazione Laura Coppo:
Salve Gabriele,

come più volte detto, non mi è possibile offrire soluzioni "tanto per dire qualcosa".

Se le offrissi una soluzione e poi non si rivelasse quella migliore e poi avesse dei disagi, di chi sarebbe la colpa?

Ogni soluzione specifica richiede uno studio specifico.


Salve,
Grazie, comprendo la risposta....ma io non chiedevo soluzioni...., solamente spunti/idee suffragate da valide informazioni tecniche ed esperienze su cui poter riflettere ed approfondire.....
Saluti :-)

Gabriele
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0 # Elena 2014-05-13 07:17
Buongiorno, una domanda a bruciapelo: il riscaldamento a soffitto per irraggiamento è da valutare nel caso di una ristrutturazione che prevede già l'esecuzione di una controsoffittatura visto i 3,75m di altezza dell'edificio in questione? rapporto costi/benefici rispetto al radiante a pavimento? Grazie per la risposta, Elena
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+1 # Laura Coppo 2014-05-14 15:44
Buongiorno Elena,

direi di si, l'ipotesi del radiante a soffitto è valida quanto le altre nel caso di una ristrutturazione.

Sicuramente è percorribile a maggior ragione che deve realizzare un controsoffitto: in questo caso ottimizzerebbe i costi di realizzazione.

Ovviamente il "come viene fatto" fa la differenza: non c'è nessun elemento che si possa ritenere slegato dagli altri e va opportunamente progettato.
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+1 # Laura Coppo 2014-03-12 13:35
Buongiorno Davide,
grazie per il feedback positivo.

Il massetto non funge da “accumulo, ma si riscalda e ha un’inerzia termica e, come detto anche nell’articolo, ritarda più o meno a seconda della scelta la risposta al momento dell’accensione o dello spegnimento.

Per il resto, il post ha un carattere di informazione generale ma la progettazione e la scelta della tecnologia costruttiva migliore va fatta solo dopo aver analizzato il caso specifico, dunque è impossibile rispondere su “cosa è meglio fare” come da lei richiesto senza aver fatto un'analisi specifica.
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-2 # davide 2014-03-12 06:16
buongiorno innanzitutto complimenti per blog e sito...io sono propio davanti al bivio massetto o secco? sul prezzo è propio vero alla fine siamo quasi li, da valutare ....uno dei dubbi che avevo prima di leggere era proprio quello sul risparmio di gestione, mi hanno proposto per quello a secco sopra i tubi due strati in lamiera zincata sp 1.5 mm. Una domanda ma il massetto funge da accumulo di calore e quindi con meno costi di gestione una volta a regime? Consiglio suo? secco o massetto
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