“Architetto, ma le case a risparmio energetico sono tutte uguali e quasi sempre esteticamente brutte!”. Parafrasando il titolo di un libro pubblicato di recente, possiamo dire che “la tua ristrutturazione fa schifo, se non sai come farla”. Non preoccuparti, non mi sono montata la testa, e magari tu sei tra quelli che sanno perfettamente cosa fare.

Se così fosse, non perdere tempo a leggere quanto segue. La ristrutturazione del tuo appartamento ti sta aspettando! (Al limite puoi vedere il video alla fine di questo articolo... wink)

Con questo articolo vediamo di sfatare invece un po' di luoghi comuni (che girano anche tra gli addetti ai lavori, eh...). Vuoi che ti dica subito quali? Eccoli:

  • tutte le case a basso consumo energetico sono degli “scatolotti” poco gradevoli esteticamente
  • se spendo soldi per riqualificare un appartamento, penalizzo la parte estetica
  • se faccio un isolamento a cappotto dall'interno, riduco gli spazi e rendo l'ambiente meno vivibile
  • è impossibile ottenere un bel risultato da un appartamento vecchio

In realtà di luoghi comuni ce ne sono molti altri. Ma voglio parlare esattamente di questi, sai perché?

Perché non voglio solo fare una trattazione teorica. Se mi leggi già da un pezzo sai che sono una persona estremamente pratica e mi piace portare come esempio risultati specifici e tangibili. Se questo è il primo articolo del blog che leggi, potrai verificare da te che non c'è miglior spiegazione di un concetto che attraverso la prova pratica.

Quindi se hai la pazienza di leggere, sfateremo i luoghi comuni di cui sopra andando a vedere cosa è successo ad un bilocale a Milano acquistato da un mio cliente.

Prima della scorsa estate sono stata contattata da Gaetano Quarta, che aveva letto qualche articolo del mio blog e aveva già un'idea di cosa realizzare. Gaetano è un importante manager di un'azienda informatica nonché un avveduto investitore immobiliare.

 

Nota: il fatto che sia un investitore immobiliare fa si che abbia particolari competenze (finanziarie, capacità di selezione, capacità di individuare l'opportunità, ecc.), ma non quelle tecniche relative all'edilizia. Non confondere le due cose. E se lui che comunque gravita nel mondo dell'edilizia ha avuto bisogno di un tecnico, a maggior ragione ne dovresti aver bisogno tu.

 

Prima dell'estate aveva acquistato un immobile all'asta, in condizioni davvero pietose, in una zona comunque molto richiesta di Milano, e sapeva che non aveva altra soluzione che ristrutturare integralmente il bilocale per ridare valore al suo acquisto.

Magari rendendolo più efficiente dal punto di vista energetico, avrebbe ottenuto anche un maggior appeal da parte del mercato, sia nell'ottica di una rivendita, che in quella di mettere a reddito il bilocale.

 

Ma cosa fare per ridare valore ad un immobile fatiscente e renderlo davvero appetibile?

Gaetano non aveva né le competenze tecniche per seguire il cantiere, né il tempo da sottrarre ai suoi business per star dietro a operai che necessitano di coordinamento. E soprattutto non aveva voglia di affidarsi alla solita ditta “chiavi in mano”, per due motivi, a suo dire.

  1. Non voleva un lavoro standard. Basta con il solito capitolato. Per valorizzare un ambiente così piccolo serviva un tocco diverso. Qualcosa che avesse un forte impatto emotivo.
  2. Non avrebbe saputo come scegliere la ditta giusta in base a preventivi così diversi sia per prezzo che per voci di costo.

In realtà per lui era importante anche un terzo punto. Non andare fuori budget con le spese di ristrutturazione.

Quindi la ristrutturazione doveva avere queste caratteristiche:

  • miglioramento delle prestazioni energetiche, quindi miglioramento della classe energetica
  • maggiore funzionalità degli ambienti
  • rispettare le normative vigenti
  • conformità di tutti gli impianti
  • essere particolarmente grazioso ed accogliente
  • rientrare in un budget di spesa prestabilito

Ad oggi ancora non ho capito se Gaetano avesse già le idee chiare da prima di diventare un lettore assiduo del mio blog, o se in qualche modo alcuni dei miei articoli abbiano dato forma e concretezza alle sue idee.

Sta di fatto che clienti come lui sono il massimo che si possa desiderare, perché ti permettono di lavorare all'interno di una sfera di prerequisiti concordati (e concreti) e allo stesso tempo esprimere il miglior lavoro possibile.

Credo che il lavoro sia stato ampiamente apprezzato anche da lui, proprio perché rispondente alle sue idee di base. Non serve infatti avere competenze sull'isolamento termico o su come organizzare la posa di piastrelle di gres.

Occorre invece avere una minima consapevolezza che un intervento di riqualificazione può ridare enorme valore ad un immobile, anche quando questo è in condizioni pessime. Poi bisogna pianificare insieme ad un consulente tecnico gli obiettivi relativi al risparmio energetico, le tempistiche di realizzazione, i maggiori interventi ed eventuali “desiderata” sulle parti estetiche.

 

Un buon consulente, comunque, è in grado di fare un'analisi dettagliata e capire da subito quali sono i gusti e le necessità (anche non esplicitate) del proprio cliente.

 

La classica ditta invece, dopo la visita di rito, ti presenta un preventivo basato su un lavoro standard. Non ti chiede cosa ti serve. Procede secondo un suo metodo consolidato, con materiali che ha già saputo (si spera) utilizzare in altri contesti. E non è nemmeno detto che quello che paghi è giusto rispetto a quello che riceverai.

Questi sono concetti molto importanti, se tu non sei un addetto ai lavori. È solo per questo che li ripeto ogni volta come un mantra, perché spero che con il tempo tu possa davvero capire a quali rischi ti sottoponi se fai le cose alla leggera.

 

Ok Laura, mi hai detto che avresti portato argomenti concreti alla ristrutturazione...

Hai ragione, basta chiacchiere, e facciamo parlare le immagini.

1. Nella prima immagine puoi vedere gli interventi che sono stati fatti per rendere conforme lo stato di fatto alla planimetria catastale. È stata presentata all'ufficio tecnico del comune di Milano tutta la documentazione per la regolarizzazione urbanistica mediante CIAEL. In pratica è stato creato un antibagno, ed è stata data maggiore regolarità al piccolo soggiorno con angolo cottura.

 

2. Come vedi si tratta davvero di un bilocale di non oltre 40 mq. Se da un lato i costi di ristrutturazione sono più contenuti, dall'altro è davvero difficile lavorare per rendere l'ambiente vivibile, confortevole e funzionale. È più difficile lavorare su piccoli ambienti, ancor di più se devi fare una riqualificazione energetica.

Ristrutturazione soggiorno con angolo cottura - Milano

 

3. Ma non ci siamo spaventati, e abbiamo comunque inserito sulle due pareti esterne un isolamento di 6 cm con pannelli in silicato di calcio, e abbiamo praticato un ribassamento del soffitto con l’inserimento di pannelli di fibra di legno sopra lastre di cartongesso montate su struttura metallica, sia per un miglioramento dell'insonorizzazione, sia per creare degli effetti di grande impatto con i faretti a led.

In questo caso la differenza l’ha fatta l’esecuzione: è un aspetto che si sottovaluta molto spesso, non sapendo che una cattiva esecuzione può compromettere il risultato finale. Una particolare attenzione è stata dunque riservata al montaggio della porta di ingresso e al corretto posizionamento dei serramenti.

Tutto questo ci ha consentito di passare da una classe F (IPE 162 Kwh/mq anno) ad una classe energetica D (IPE 113,98 Kwh/mq annuo).

4. Il bagno, non ci crederai, è largo un metro e due centimetri. Ripeto: 102 cm. Quando Gaetano è entrato una volta, a metà lavori, ha esclamato: “Laura, è impossibile ricavare un bagno da questo spazio!”. Poi, però, quando gli ho detto fidati, si è fidato. E ha fatto benissimo!

Il bagno è perfettamente funzionale, ha persino una doccia più grande dello standard 80x80 cm, è finestrato (di solito in questi bilocali di ringhiera (*) il bagno è cieco), ha la posa delle piastrelle fuori dagli schemi soliti, quasi fosse un bagno di design.

Rifacimento di un bagno in bilocale a Milano

 

Permettimi di aggiungere ancora qualche altra informazione su cosa è più utile per te

- Ho lavorato su Milano con una ditta già selezionata, già testata. Il committente ha avuto fiducia in me e mi ha permesso di portare in cantiere persone di cui avevo fiducia e con le quali avevo già lavorato. Questo non ha comportato un guadagno per me, ma per il cliente stesso. Una squadra affiatata, con persone formate e specializzate su determinati contesti, fanno risparmiare tempo e denaro.

- Le finiture (piastrelle, porte, sanitari, rubinetteria, ecc.) sono state acquistate in una famosa catena di materiali per il fai-da-te, in accordo con le esigenze del cliente. A dimostrazione che per ottenere qualcosa di carino, non è necessario comprare il top di gamma, o la firma. Devi però saper cosa scegliere e come inserirlo nel giusto contesto. Questo non è il mio criterio di scelta, ma uno dei tanto modi di trovare la giusta soluzione per i miei clienti, in base alle loro esigenze.

- Stesso discorso per il mobilio. Tutto acquistato nel famoso “negozio” dove compri e monti tu a casa. Si tratta di materiali comunque di buona qualità, adatti al contesto della ristrutturazione, in linea con il budget del committente. E oserei dire anche di ottimo impatto...

Nota bene: Lo ripeto di nuovo. Spero che non penserai che lavoro SEMPRE con ditte di serie B e fornitori di serie Z. Del resto lavorare con finiture di pregio è molto più semplice (se il tuo budget lo consente). Voglio solo farti capire che se scegli un consulente che ha capito bene le tue necessità, si può lavorare con materiali diversi, con diverse tecniche, con diverse strategie per perseguire i tuoi specifici obiettivi. E non il contrario. Non sei tu quello che si deve adattare al modo di lavorare della ditta!

 

Laura, sono ancora un po' diffidente, a dire il vero...

Ti capisco. Direttamente o indirettamente hai avuto a che fare con lavori di ristrutturazione in passato, e molto probabilmente ne sei uscito con i capelli drizzati. Nella migliore delle ipotesi ti è rimasto il dubbio se avresti potuto fare meglio.

Visto che per me ciò che conta è sempre e solo il parere dei miei clienti, ti lascio questa breve testimonianza di Gaetano Quarta. Quando un cliente ci mette la faccia vuol dire che è rimasto davvero contento non solo di come hai lavorato per lui, ma di tutto il sistema di lavoro che gli hai messo a disposizione.

 

 

PS: Se vuoi essere il prossimo cliente pienamente soddisfatto, chiamami e verifica personalmente il nostro sistema di lavoro.

 

(*) "Le corti vicino ai centri urbani, soprattutto a Milano, perdendo il loro originario inserimento nel mondo agricolo, si sono sviluppate come abitazioni condominiali, definite case di ringhiera: divisa il lotti e appartamenti, si giunge a questi attraverso una scala che porta ad un ballatoio, una sorta di lungo balcone esterno in comune, lungo il quale si ha accesso alle dimore private.

In passato le singole abitazioni non avevano il bagno all'interno, bensì vi era un unico WC esterno in comune, situato nel centro della corte. Oggigiorno ormai sono quasi del tutto scomparsi i cortili con un unico servizio esterno; ma intanto negli ultimi anni si sta rivalutando la tipologia di corte lombarda, tramite ristrutturazioni o addirittura demolizioni e ricostruzioni attuate da imprese edili private che, acquistando un intero cortile in pessime condizioni, propongono a lavori ultimati delle realtà condominiali alternative alle classiche palazzine. Talvolta le finiture ed i particolari sono talmente curati che il prodotto finale risulta essere di buon gusto e molto ricercato; si ottiene una trasformazione della tipologia abitativa, dalla tipica casa popolare lombarda alla nuova realtà di abitazione medio-borghese delle zone centrali di cittadine lombarde." (wikipedia)

 

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Commenti   

0 # Laura Coppo 2015-01-17 14:34
Grazie Mauro per il feedback positivo! ;-)
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0 # Mauro 2015-01-15 11:50
Come sempre entusiasmante leggere il suo Blog, gentile Arch. Laura.
Magari un giorno anche io la consulterò per un aiuto per una ristrutturazione.
Buon lavoro e a presto.
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