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Categoria: Riqualificazione energetica

Gli stessi errori - Vignetta di CavezPartiamo subito con una premessa, onde evitare malintesi riguardo al titolo di questo post. Gli errori di cui parleremo sono solo alcuni dei tanti commessi dai proprietari che vogliono riqualificare energeticamente la propria casa.

Detto questo, la cosa dovrebbe interessare anche te, anche se non sei nei tre casi specifici qui trattati. Perché?

Perché il punto non è se sia più importante compiere questo o quell'altro errore, ma la modalità che ti porta a fare degli errori quando hai a che fare con la riqualificazione energetica del tuo immobile.

In questo post affrontiamo proprio questo aspetto. E comunque, malgrado tutto, troverai anche degli utilissimi suggerimenti legati ai casi specifici. L'articolo infatti si base su tre domande di alcuni lettori del blog, a cui darò risposte più ampie rispetto a quelle date nei commenti ai post.

È importante che tu parta da un punto fermo, da un presupposto fondamentale che non può essere messo in discussione (voglio sperare...).

 

Ogni abitazione è un sistema edilizio a sé, caratterizzato da tutte le parti che lo compongono.

 

La diversa tipologia di murature e di solai, il tipo di vetri e telai che compongono le finestre, il sistema di riscaldamento e di raffrescamento, rendono la tua casa unica.

Ciò comporta che la soluzione attuata (si spera egregiamente) da tuo “cuggino” - l'errore della doppia g è voluto, eh laughing – per la sua casa non è detto che vada bene anche per te.

I problemi che si possono presentare sono simili, perché in realtà sono la manifesta evidenza dei difetti di costruzione tipici degli anni passati. Erano anni infatti in cui era sconosciuto il concetto di avere una casa che consumasse poco e anche la normativa non era per niente aggiornata in tal senso.

 

Cosa devo assolutamente sapere prima di ristrutturare casa?

La risposta è nelle righe di sopra, ma te la rifaccio. Devi sapere che per:

non è affatto sufficiente copiare il lavoro fatto dal tuo vicino/parente. Devi fare un lavoro personalizzato. La spiegazione la troverai anche nelle domande di alcuni lettori del blog, che come te, si sono trovati ad affrontare il problema della ristrutturazione e della riqualificazione energetica. Procediamo!

 

Il rischio di creare ponti termici pur avendo speso molti soldi per fare un isolamento a cappotto

 

# Pietro 2014-11-17 14:16

"... sarebbe bello e positivo un approfondimento anche della relazione/integrazione tra le problematiche energetiche e quelle strutturali. Ad esempio, se per motivi di performance energetiche posso rinunciare ad un lucernario sul tetto o ad una terrazzina di affaccio, come faccio ad integrare le performance energetiche con aspetti irrinunciabili come la "sicurezza"? Non mi vengono molti esempi, ma mi verrebbe da domandare, ci sono particolari problemi di ponti termici se installo una grata/inferriata su una finestra? Oppure in senso inverso una grata/inferriata avrà un punto di ancoraggio sufficiente dopo aver attraversato 20 cm di cappotto? Sono note problematiche di prestazione termica di qualsiasi genere rispetto ad altri accorgimenti di protezione (es. tapparelle di sicurezza in acciaio...), etc. etc. Chiedo scusa per l'imprecisione della domanda, al massimo rimarrà come spunto di discussione piu generale..."

 

Puoi leggere la risposta data a Pietro qui, ma vorrei spendere ancora due parole per un approfondimento per quanto riguarda i sistemi di aggancio nel caso di cappotto esterno.

Tutti gli elementi che sono inevitabilmente presenti sulla facciata di un edificio devono comunque essere progettati ed installati in modo da non rappresentare un punto debole, sia dal punto di vista strutturale che energetico.

I problemi di aggancio di elementi dopo l’esecuzione del cappotto si presentano sempre, perché tutte le facciate sono arricchite di elementi ad essa ancorati. Per fare alcuni esempi:

Alcuni elementi sono leggeri, ma altri sono elementi pesanti e per i quali bisogna garantire la sicurezza dell’aggancio e la sicurezza delle persone.

Gli elementi di aggancio si possono dunque fare in diversi modi. Prima dell’esecuzione del cappotto, attraverso elementi in acciaio a taglio termico. Tali elementi sono appositamente creati per consentire un aggancio in totale sicurezza. 

Vengono completamente nascosti dalla posa del cappotto, per cui la resa estetica è ottima. Il difetto è che hanno un costo abbastanza importante, per cui vanno dosati con attenzione e comunque nei casi in cui i pesi siano veramente importanti.

In alternativa, molti elementi possono venire agganciati con l’uso di tasselli. A seconda del materiale che si va a forare, dell’oggetto che si va ad ancorare, dal peso dello stesso e dalla resistenza del materiale ai carichi, si andrà ad individuare il tassello giusto. 

Tassello termico    Tassello termico per Ytong

Ti posso assicurare che non è per niente facile individuare quello giusto; le foto che vedi qui mostrano alcuni tipi di tasselli che assolvono alla stessa funzione di ancoraggio di elementi esterni, ma vanno utilizzati su supporti differenti. Molte ditte – e qui già parliamo di quelle specializzate in isolamento dell'involucro edilizio - utilizzano più o meno sempre gli stessi tipi perché gli operai sono stati addestrati così. Ovviamente questo è sbagliato. E purtroppo te ne accorgerai solo nel tempo...

Anche per i tasselli, quindi, è necessario garantire il taglio termico. Questo significa in poche parole che l’elemento che attraversa lo strato isolante non deve fare “da ponte” tra lo strato esterno e la muratura su cui viene ancorato per garantire la sicurezza di aggancio. Nel caso in cui ciò avvenisse, sappi che hai creato un “buco” termico nel tuo cappotto. E in prossimità di quel buco si formerà molto probabilmente muffa.

“No buono”. Non far compiere questo errore.

 

Vantaggi e svantaggi della coibentazione del sottotetto

 

# Maurizio 2014-02-02 16:29

"Buongiorno, sono in procinto di eseguire lavoro di coibentazione del sottotetto (tetto in legno che non verrà trattato); abbiamo ricevuto molte opinioni e presentazione di molti prodotti: sughero, polistirene, poliuretano e la confusione è tale da non sapere a chi dare retta. Le problematiche da noi rilevate al momento sono: formazione di muffa, dispersione termica invernale ed eccessivo calore nella stagione estiva. Inoltre al momento si è presentato un problema di nidificazione di roditori (topi) che ci fa evitare materiali biologici. Quale secondo Lei è il materiale adatto ? Grazie per la disponibilità"

 

La trovi qui. Ho riproposto questa domanda perché l’intervento di isolamento del sottotetto è un intervento ottimo dal punto di vista del contenimento delle spese energetiche e aiuta il confort abitativo sia estivo che invernale.

I motivi sono i seguenti:

Purtroppo non ci sono solo lati positivi, vediamo dunque alcuni degli aspetti cui fare attenzione durante l’isolamento del sottotetto:

PS: Giusto per riprendere l’argomento “topi”, i roditori non scelgono l’isolante per mangiarlo, ma per farsi la tana e sapete qual è il materiale più adatto a tale scopo? Il polistirolo! Si erode più facilmente delle fibre naturali. Per cui, meglio ribadire ancora una volta che non c’è attinenza tra materiale naturale e presenza di tane di roditori.

 

Lavori di isolamento per ottenere una migliore efficienza energetica già fatti, ma ci sono nuovi problemi di muffa. Si risolve con una ventilazione meccanica controllata (VMC)?

 

# Luigi 2014-11-22 14:27

"Buongiorno Laura,
Ho da poco ristrutturato la mia abitazione, una villetta indipendente, e abbiamo optato per fare un insufflaggio dei muri con fibra di cellulosa e cambiato gli infissi con nuovi in legno alluminio e doppi vetri con gas argon.
Ora il problema che insorge è l'umidità e la muffa in alcune zone del perimetro del solaio e sui pilastri d'angolo dell'abitazione.
Mi hanno proposto di montare delle macchine IR Pulse per il ricambio d'aria con recuperatore di calore dicendomi che così risolverò il problema
Con l'installazione di queste macchine risolverei veramente il problema? Dato il costo dell'operazione vorrei qualche certezza in più, come fare ad averle?"

 

La trovi qui. La tecnologia di isolamento attraverso insufflaggio di fibre naturali nelle intercapedini vuote delle murature cosiddette “ a cassetta” è stato trattato in un articolo appositamente dedicato all’argomento che potete leggere qui:

www.lauracoppo.it/la-riqualificazione-energetica/conviene-isolare-la-propria-casa-mediante-insufflaggio-di-materiale-isolante

Il problema principale della tecnica di isolamento ad insufflaggio è la stessa che caratterizza anche le strutture in laterocemento: la mancata risoluzione dei ponti termici nei punti di interruzione dei materiali costruttivi.

Ponte termico tra copertura e pareteIl freddo esterno trova una via preferenziale di ingresso proprio in questi punti critici, dove l’isolante è interrotto. Per dare evidenza di questo, potete vedere il comportamento delle temperature qui a lato nel nodo costruttivo che raffigura l’aggancio tra la copertura e la parete esterna, in un edifico piuttosto recente visto che è stato terminato nel 2009.

L’isolamento viene interrotto, proprio come nel caso di un isolamento in insufflaggio in intercapedine, in corrispondenza degli elementi in calcestruzzo (pilastri, solai e cordoli).

In corrispondenza dunque dell’elemento in calcestruzzo che funge da trave, le temperature superficiali interne sono di circa 11 °C, a livello teorico. Perché nella realtà, da rilevazione diretta sul posto, con una temperatura esterna di circa -2°C, la temperatura superficiale rilevata era addirittura di 9 °C, e anche meno in alcuni punti.

Mi dispiace molto sentire che dopo aver speso molti soldi in lavori di ristrutturazione e, si pensava, di miglioramento energetico, ora Luigi si è trovato ad avere ancora problemi di muffa e di umidità.

Sei anche tu in queste condizioni?

La muffa si verifica perché quasi certamente i problemi non sono stati correttamente valutati prima, in modo da mettere in campo tutti gli accorgimenti necessari.

 

Dopo la corretta analisi, gli interventi vanno progettati e, non ultimo per importanza, eseguiti correttamente.

 

Il secondo aspetto, l’umidità, poteva essere presente nella stessa percentuale anche prima della ristrutturazione. L'umidità non dipende dall’isolamento eseguito, ma dalle abitudini di chi vive la casa. E queste, magari, non sono cambiate dopo i lavori.

Ma è cambiato il fatto di aver sostituito gli infissi e quindi si sono perse le inevitabili fuoriuscite di aria attraverso guarnizioni scadenti o addirittura inesistenti e telai in cattive condizioni.

 

Quindi cosa ti sto dicendo, che dopo i lavori devi cambiare abitudini? 

Assolutamente no. Devi solo progettare la tua nuova casa sulle tue abitudini.

 

Inutile quindi ribadire che una progettazione preventiva ad hoc avrebbe prevenuto entrambi i problemi.

Ora, è utile la VMC? Risolverà il problema? Mettere sempre una VMC è la soluzione top a qualsiasi problema?

La VMC è una soluzione che ho utilizzato e utilizzo, ma... solo dopo aver verificato che:

 

Tiriamo un po' le somme su questi e altri errori commessi in fase di riqualificazione energetica

Ho selezionato tre domande fatte da voi lettori, ma in realtà ne avrei potute prendere tantissime altre. In futuro scriverò anche altri articoli in risposta alle vostre domande.

Ma hai notato qualcosa in particolare nelle mie risposte?

Starai pensando che la prendo alla larga e non do mai una risposta specifica. La mia è sempre una risposta generica e non sul caso particolare.

Non sono un'amante della teoria, stai tranquillo.

Il fatto è che non è possibile dare delle risposte esaustive, corrette, che ti risolvono davvero un problema, se prima non ho a disposizione tutti i dati per fare una corretta analisi. E questo richiede tempo, lavoro, impegno, passione. Ed ha un costo, ovviamente. 

La maggior parte delle persone ha in mente di risolvere un problema e di non dover spendere soldi. Io capisco che il momento economico non sia dei migliori. Ma non è questo il modo di risolvere un problema legato forse al più grande investimento che hai: la tua casa.

Io per lo meno non lavoro così. Non me la sento di dare un "consiglio alla buona" con il rischio che sia sbagliato e che faccia perdere ulteriori soldi a chi me lo ha chiesto.

Se devi avere un consiglio “da quattro soldi” in rete, non dovresti aver problemi. Ormai è pieno di esperti. Per farti compiere un danno in più tutti sono buoni. Puoi chiedere anche a tuo “cuggino”, quello che sa sempre tutto. laughing

Io invece do determinate garanzie sulla fattibilità dell'intervento e sui risultati, ma dopo aver fatto un'attenta diagnosi e uno studio mirato e personalizzato, in base alle problematiche specifiche di quel particolare immobile.

E fatti tutti i passaggi da me indicati, queste garanzie prevedono anche il completo rimborso della mia prestazione nel caso di mancato ottenimento degli obiettivi prefissati.

Sì, non è uno scherzo. Ma posso permettermi di garantire ciò perché:

  1. arrivo a certe conclusioni in base a dati scientifici (rilevazioni, analisi delle stratigrafie, termografie, ecc.)
  2. osservo un protocollo di regole da seguire
  3. esperienza sul campo

Il problema qual è, che per te è importante solo l'aspetto risparmio?

Lo capisco perfettamente, ma allora non posso più darti certe garanzie e quindi preferisco proprio astenermi dal dare un'opinione. Il mio è un lavoro di dettaglio, non di opinione. E questo è solo nel tuo diretto interesse.

 

 

Se vuoi ottenere dei risultati certi, programmabili, pianificati, con budget rispettato... contattami subito!

 

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