Dormi sonni tranquilli come Homer Simpson?Sei anche tu un capo-famiglia indeciso se procedere con la ristrutturazione di casa tua?

Ti svegli la notte e ti chiedi se valga la pena investire il frutto dei tuoi sacrifici per lasciare qualcosa che duri nel tempo ai tuoi figli? Ti chiedi se davvero c’è tutta questa differenza tra la tua vecchia casa e una casa a basso consumo?

Il punto più ostico da superare, poi, è anche capire di chi ti puoi fidare. Tra quello che ti ha detto il vicino, quello che ti ha sentenziato il geometra di fiducia, i preventivi delle ditte e tutte le informazioni prese qui e lì su internet… be’… è un bel dilemma.

Forse vale la pena lasciare tutto com’è e dormire tranquilli...

Se anche tu pensi che:

  • ristrutturare non conviene, perché quello che si spende è di più di quello che si ottiene.
  • non ti serve nessun aiuto, in internet si trovano tutte le informazioni necessarie. E poi tanto le case sono tutte uguali!
  • chiedere un po’ di preventivi in giro e poi vedere a chi affidare i lavori (quali lavori e per ottenere cosa? Questo è secondario…).
  • non sai da che parte cominciare: non hai l’esperienza e non ne sai nulla, piuttosto che sbagliare meglio stare fermi.
  • forse ristrutturare è inutile, neanche si sentirà poi la differenza in casa dopo aver terminato i lavori.
  • “E chi me lo fa fare di seguire i lavori?” perché non hai proprio dove trovare il tempo, troppi fastidi e soprattutto disagi in casa.

ti consiglio di leggere con attenzione questo articolo e, soprattutto, vedere la testimonianza che troverai più sotto: a toglierti tutti i dubbi saranno le dirette parole di Michele, una persona che come te aveva bisogno di riqualificare la sua casa.

La differenza, per ora, è che lui i lavori li ha già fatti.

 

Come far si che la tua casa consumi la metà!

Mi capita spesso di ricevere richieste generiche su come è giusto procedere per ristrutturare casa oppure, ancor più generico, se ha senso migliorare le caratteristiche della propria abitazione attraverso una ristrutturazione. Tu cosa risponderesti al mio posto?

Fatti queste domande, prima di darmi una risposta:

  • Come vivo dentro la mia casa?
  • Ho freddo d’inverno, troppo caldo d’estate?
  • C’è qualcosa che posso fare per star meglio, per me e per la mia famiglia?
  • Trovo che le bollette siano sempre più care?

Le stesse domande se le faceva un padre di famiglia che ha deciso di ristrutturare casa nel 2011. L’abitazione è situata in provincia di Vicenza, alle pendici dei colli lessini.

La situazione della sua abitazione era abbastanza comune, rispetto all’età dell’immobile: un edificio inizio anni ‘90, con le finiture del periodo: finestre con vetro camera singolo, murature con un leggero strato di coibentazione interno, tetto non isolato con un sottotetto non abitabile, che racchiude quindi una intercapedine d’aria ferma.

L’abitazione non era quindi tra le peggiori che si possono vedere in giro: spesso si trovano edifici risalenti agli anni ’60 e ’70, che hanno degli elementi costruttivi ancora meno performanti dal punto di vista termico, cioè, in soldoni, in cui in inverno in casa si battono i denti dal freddo, mentre in estate si muore dal caldo.

Eppure il proprietario si è reso conto di una cosa, cioè che comunque era ora di fare dei lavori di miglioramento perché:

  • si è interessato direttamente di quali fossero le tendenze in fatto di costruzioni
  • ha capito fin da subito che se spendeva soldi nei lavori, non li avrebbe spesi in bolletta
  • voleva sentirsi meglio in casa, in altre parole cercava il miglior comfort
  • voleva fare un vero investimento sicuro (migliorare “alla grande” qualcosa che era già suo)

Questo caso studio è abbastanza significativo perché gli interventi fatti hanno riguardato soltanto l’involucro, essendo l’impianto abbastanza recente e moderno: nello specifico stiamo parlando di una caldaia a condensazione, che aveva sostituito nel 2002 la vecchia caldaia a gas.

 

Eppure, solo intervenendo dal punto di vista edilizio, non toccando l’impianto in nessun modo, adesso la sua casa gli costa la metà per le spese di riscaldamento.

 

Di seguito riassunti in questa tabella i risultati della ristrutturazione eseguita:

Risultati pre post intervento di riqualificazione 

 

Gli interventi eseguiti sono stati:

  1. isolamento delle pareti perimetrali con cappotto esterno
  2. sostituzione delle finestre e portoncino di ingresso
  3. isolamento del tetto e rifacimento del manto di copertura e delle grondaie
  4. è stato inoltre installato un impianto fotovoltaico sul tetto, in un momento in cui gli incentivi su questo intervento erano abbastanza alti e quindi vantaggiosi per agevolare questo tipo di interventi.

Ma c’è un motivo ulteriore per cui sono stati decisi questi interventi, e non altri, e adesso te lo vado a spiegare.

 

Una parentesi di natura economica, per farti capire meglio i benefici che puoi avere con una consulenza specifica

Vorrei soffermarmi sul fatto che ogni volta che si prevedono dei lavori, è possibile studiare le soluzioni maggiormente vantaggiose per sostenere economicamente gli interventi che si vanno a proporre.

Alle volte la mia consulenza spazia anche in ambiti diversi da quello del tecnico e dell’architetto, proponendo grazie alla mia squadra di lavoro anche delle soluzioni economiche diverse o dei piani di finanziamento.

Nel caso specifico, il proprietario aveva una sufficiente disponibilità economica ma non avrebbe avuto convenienza ad andare a detrarre le spese con le detrazioni fiscali che erano al 50%, e non al 65% come in questo momento.

Per cui la soluzione più conveniente è stata puntare all’incremento della tariffa incentivante sull’installazione dell’impianto fotovoltaico ed è stato possibile richiederla grazie al fatto che è stato realizzato un miglioramento generale dell’edificio tramite riqualificazione energetica, con un miglioramento superiore al 30%, come previsto dal 2° Conto Energia.

In parole povere, a fronte di un miglioramento energetico globale dell’edificio del 30% (valore minimo di miglioramento richiesto per la somma del fabbisogno invernale ed estivo dell’edificio), la tariffa incentivante veniva aumentata del 15%.

Nel nostro caso il miglioramento è stato del 49%, dunque il miglioramento della tariffa incentivante è stato del 24,5 %, che equivale in soldoni a diverse migliaia di euro di recupero annuo.

 

Quanti soldi rimangono in tasca a questa famiglia?

Come puoi vedere dalla tabella inserita sopra, i valori dei vari parametri dell’edificio sono molto cambiati dalla situazione del prima e del dopo degli interventi.

L’unica modifica sul modo di scaldare la casa che ha scelto Michele prima di fare i lavori, è stato quello di installare una stufa a legna.

Inizialmente, cioè prima dei lavori di ristrutturazione, la stufa “dava una mano” all’impianto di riscaldamento, che per quanto funzionasse a pieno regime e fosse sempre acceso, non offriva un caldo apprezzabile: le stanze da letto esposte a nord erano comunque sempre fredde e sui vetri si creava spesso condensa. La stufa, con il suo calore diretto in ambiente, offriva dunque un grande aiuto.

Successivamente ai lavori di isolamento termico di tutta la casa, la stufa ha completamente sostituito l’impianto di riscaldamento, che oggi funziona solo per la produzione dell’acqua calda. La stufa è stata preferita da questa famiglia che è molto sensibile alle questioni ambientali, anche perché è una fonte energetica meno inquinante.

Ecco dunque una panoramica delle spese degli ultimi quattro inverni:

Spese pre post intervento di riqualificazione energetica 

 

Per quanto riguarda le spese nel periodo estivo, non ci sono dati sostanziali da riferire, perché ci troviamo in una zona collinare, ben ventilata e il caldo non è mai soffocante.

Questa famiglia non ha mai usato in modo continuo i sistemi di raffrescamento meccanici, né prima né in seguito alla ristrutturazione, per cui le spese non sono particolarmente cambiate.

Il benessere invece è molto migliorato nel senso che:

  • la coibentazione del tetto si è rivelata fondamentale per la protezione della casa dal caldo esterno.
  • il cliente ha rilevato un miglioramento delle caratteristiche di resistenza all’ingresso del calore, sensibilmente anche al tatto sulle murature esterne
  • il beneficio nelle ore più calde della giornata si ottiene con la protezione dai raggi solari diretti, grazie all’installazione di balconi esterni con veneziane per regolare l’ingresso della luce.
  • i serramenti sono maggiormente a tenuta e più performanti, anche per proteggersi nella stagione estiva oltre che invernale.

 

Come essere felici e soddisfatti sapendo di aver speso bene i propri soldi

Per questa famiglia non sono cambiati soltanto dei “numeri” che descrivono dei lavori di miglioramento.

Il benessere che provano in casa ora è tangibile: temperatura costante e nessuna differenza tra una stanza e un’altra, risparmio nelle spese generali di riscaldamento, meno raffreddori in famiglia, non si sono più ripresentate muffe o condense, prima molto frequenti.

La scelta di alimentare una stufa a legna per il riscaldamento li rende felici: un’attenzione particolare all’ambiente, la scelta di utilizzare una fonte meno inquinante è molto apprezzabile.

Ecco dunque la video testimonianza, buona visione e non dimenticarti di condividere questo post su facebook se lo hai ritenuto interessante o pensi che possa essere utile ai tuoi amici che sono indecisi se è giusto o se serve ristrutturare e riqualificare (energeticamente) casa!

 

 

 

Commenti   

0 # ader 2014-11-15 12:17
Citazione Laura Coppo:
Buongiorno Antonella,

Se ho ben capito si tratta di un isolamento interno eseguito con polistirolo e lastra di cartongesso superficiale.
Se è presente muffa significa che lì c'è un problema.
La invito a verificare la situazione, per una questione soprattutto di salute.

La presenza di acqua nell'isolamento sulla parete interna è dovuta al fatto che l'aggiunta del pannello isolante + carton gesso ha cambiato il profilo termico nella sezione spostando la temperatura di condensazione del vapore contenuto nell'aria (dew point) nell'isolante o nel carton gesso.
Cosa che non sarebbe successa con l'aiuto di un'esperto che attraverso una verifica "termo igrometrica" http://web.taed.unifi.it/fisica_tecnica/dispense/verifica%20termoigrometrica.pdf
avrebbe dimensionato il tutto.
Quello potato è il criterio di calcolo per evitare il pt di rugiada.
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0 # antonella 2014-11-15 23:56
grazie per la precisazione, rimane il problema se togliere l'isolamento interno per vedere cosa c'è sotto (il lavoro è stato fatto dal vecchio proprietario della casa che poi ha venduto a noi) magari trovandoci con i tubi dell'impianto di riscaldamento fuori dal muro e adover rifare anche gli infissi visto che si toglierebbero circa 5 cm di isolamento!! un bel grattacapo! e se dietro ci trovassimo anche un bel punto di nero di muffa?ancora peggio.....la cosa migliore sarebbe l'isolamento esterno che noi abbiamo intenzione di fare ma prima dobbiamo risolvere il problema della muffa sul cartongesso, meglio interpellare un tecnico.... grazie ancora :sigh:
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0 # Laura Coppo 2014-11-17 10:01
Buongiorno Antonella,

ci sono due aspetti che convergono a creare la situazione di disagio che sta vivendo.

Il primo dato è che l'intervento di isolamento interno che è stato fatto, non è stato fatto bene. La presenza di muffa e di condensa (superficiale o interna allo strato, che è peggio ancora)sono i segnali che lì c'è un problema da risolvere. L'isolamento, così com'è, non vi aiuta, anzi.

Il secondo aspetto, più grave secondo me, è che la sua casa in queste condizioni, non è sana.

Quando opero per una valutazione di un problema e la relativa soluzione, tengo conto di tutti gli aspetti.

Non si tratta di un mero calcolo termoigrometrico della sola parete, ma di una valutazione generale dello stato dei materiali, di come si vive la casa, di un bilancio complessivo dei possibili interventi con il fatto di poterli sostenere economicamente.

Per farLe un esempio, se il problema si manifesta su un angolo di una parete, potrebbe essere che per risolverlo non andrò ad intervenire sulla superficie dove vedo il danno, ma nel modificare le condizioni dell'aria interna.

E tutto questo producendo dei dati, non solo delle opinioni e un preventivo.

Solo così sono certa di salvaguardare la salubrità degli ambienti della casa.

Sull'argomento dell'isolamento dall'interno e dei suoi possibili problemi ho scritto diversi post che La invito a leggere, tra questi ad esempio: http://www.lauracoppo.it/la-riqualificazione-energetica/criteri-per-un-corretto-isolamento-delle-pareti-dall-interno

In bocca al lupo!
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0 # antonella 2014-11-14 08:19
salve, io abito in una bifam verticale al piano sup i muri inteni hanno un isolamento di circa 25 anni con strato di polistirolo da 3 cm e cartongesso ho molti problemi di muffa e tutti i tasselli che tengono il cartongesso ne sono pieni infatti le pareti risultano a pois neri che io pulisco con candeggina.Io e mio marito vorremmo fare il'isolamento esterno ma i proprietari dell'app sotto non sono interessati possiamo fare solo la ns metà superiore? L'intonaco esterno è di graffiato e risale a 30 se non più anni fa e la casa è degli anni 60,per l'isolamento interno io sarei tentata di toglierlo anche perchè si sente un odore di muffa e lungo il perimetro delle pareti, sul pavimento delle stanze rivolte a nord-est mi trovo,d'inverno, sempre acqua che devo asciugare continuamente una casa da demolire o da sistemare? grazie per la risposta
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+1 # Laura Coppo 2014-11-14 10:25
Buongiorno Antonella,

per valutare il suo caso e darle una risposta certa sarebbe necessario effettuare un sopralluogo.

Se ho ben capito si tratta di un isolamento interno eseguito con polistirolo e lastra di cartongesso superficiale.

Dalla descrizione ritengo che l'isolamento si sia ammalorato, probabilmente per la presenza di umidità interna allo strato e una mancata manutenzione dello stesso.

Se è presente muffa significa che lì c'è un problema.

La invito a verificare la situazione, per una questione soprattutto di salute.
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0 # ader 2014-11-11 08:21
Buongiorno ,
Di quanto è stato l'investimento?
Senza l'impianto fotovoltaico in quanto tempo sarebbero rientrati?
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0 # Laura Coppo 2014-11-11 16:26
Buongiorno Ader,

non ho inserito gli importi appositamente, perchè mi è stato espressamente richiesto.

Nel caso specifico non è stato fatto un bilancio energetico calibrato su un ritorno dell'investimento, ma soprattutto sulla ricerca di un comfort effettivo.

Per offrirle comunque una risposta, sulla base di altri casi simili, Le posso dire che una riqualificazione globale di un edificio che abbatte i consumi fino al 65%, può avere un tempo di ritorno di 15-20 anni.

Se a questo ci aggiunge il beneficio offerto dalle detrazioni fiscali (65% nel caso di riqualificiazione energetica, e dovrebbero prolungarle ancora...) l'intervento diventa ancora più interessante.
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0 # Ristrutturazione Cas 2014-09-14 12:53
La tabelle delle ultime 4 spese invernali parla chiaro, il risparmio è netto
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0 # Laura Coppo 2014-09-15 21:04
:-)
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