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Categoria: Riqualificazione energetica

Insufflaggio di materiale isolante nell'intercapedineSe ti hanno consigliato di procedere ad un isolamento termico del tuo appartamento con l'insufflaggio di materiale isolante, magari perché più economico rispetto ad altri metodi, faresti molto bene a leggere questo post.

Non ti parlo di teorie o punti di vista: proprio di recente ho condotto uno studio di analisi per l'isolamento di un appartamento, ed i risultati sono stati davvero "sconvolgenti" per i proprietari che mi avevano commissionato il lavoro.

Ma andiamo con ordine... 

Esiste una tipologia di edifici, nati tra gli anni '50 e '70, che sono contraddistinti da una medesima tecnica costruttiva: il muro con intercapedine, il cosiddetto “muro a cassetta”.

L’intercapedine poteva essere vuota oppure debolmente isolata con pannelli di lana di vetro o di poliuretano, con dimensioni dai pochi centimetri di isolante fino anche ai 10-12 cm di aria interna.

Oggi quegli stessi edifici hanno disperatamente bisogno di un intervento perché:

  1. le spese di riscaldamento e di raffrescamento sono esorbitanti
  2. il comfort interno di chi li abita è insoddisfacente
  3. in seguito a interventi parziali e non organizzati, sono iniziate a comparire diverse tracce di muffa

La soluzione che spesso viene proposta dalle ditte per migliorare le caratteristiche termiche delle pareti di questi edifici è l’isolamento tramite insufflaggio nell’intercapedine.

Vediamo insieme più nel dettaglio di cosa si tratta.

 

Cos’è l’insufflaggio

L’isolamento ad insufflaggio prevede di “sparare” all’interno dell’intercapedine vuota delle murature del materiale isolante. Tale operazione viene fatta attraverso dei fori che vengono praticati sulla parete esterna, distanziati ad intervallo regolare di circa 80-100 cm, e distanziati circa 30 cm dai solai del pavimento e del soffitto.

La tecnica ad insufflaggio viene utilizzata anche nell’isolamento dei sottotetti o di cavità costruttive di altra natura, come i cavedi. Si possono eseguire insufflaggi di materiali isolanti termo-acustici a secco tipo:

e come si vede, molti tra questi sono di origine naturale.

 

Pregi dell’isolamento ad insufflaggio

Innanzitutto si può dire che il vantaggio principale di tale tecnologia è il costo contenuto, con prezzi che partono dai 25 euro/mq di parete, a salire a seconda del materiale che si utilizza e dalla tecnologia utilizzata.

Si può scegliere in quale modo insufflare, nel senso che si può forare la facciata sia sul lato interno che esterno, in base alle condizioni dell’edificio e alla tipologia di lavoro che si deve andare a fare.

La posa dall’esterno risulta positiva perché preserva l’invasione delle stanze interne all’abitazione con operai e macchinari. Però comporta di avere degli oneri aggiuntivi di impalcatura e carrelli elevatori e di ritocco delle facciate nei punti in cui vengono applicati i fori.

La posa dall’interno è maggiormente invasiva, richiede spazi di manovra e la possibilità di accedere all’interno con operai: è più indicata se si stanno eseguendo lavori di ristrutturazione anche interna, oltre che di efficientamento energetico delle pareti esterne e dei solai.

Il lavoro viene eseguito in tempi molto rapidi: un appartamento medio può venire isolato in tutte le pareti perimetrali in una sola giornata di lavoro.

Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche, prendendo in considerazione una sezione tipo di parete a cassetta, con una intercapedine di aria di 8 cm in una parete di spessore totale 34 cm, il miglioramento termico della facciata può subire un miglioramento anche del 60 %.

Volendo fare un esempio concreto di una parete in un edificio condominiale, ho valutato l’insufflaggio tra le diverse opzioni di isolamento e la parete passava da un valore di trasmittanza di 0,83 a 0,34 W/mqK.

Questi risultati però valgono in una sezione “ideale” di parete, ossia sulla carta, come già detto, senza considerare i ponti termici di cui parleremo più avanti.  

Infine, se l’intervento permette di raggiungere gli standard di legge richiesti, l’intervento dell’insufflaggio è anche detraibile fiscalmente, tra i lavori di miglioramento energetico dell’edificio.

 

Limiti dell’isolamento ad insufflaggio

Tra i primi aspetti, è sicuramente vincente in ordine di criticità, la mancata risoluzione dei ponti termici.

Come si vede dall’immagine, l’intercapedine della parete si interrompe in corrispondenza dei ponti termici, per cui quelle zone rimangono "libere" di trasportare il calore dalle zone calde a quelle fredde.

Questo significa che il calore interno in inverno, per il quale si sono spesi soldi, esce facilmente all’esterno.

È tecnicamente fattibile ed efficace in cavità libere sopra i 6 cm di spessore ed è opportuno, in ogni caso, verificare con video ispezioni e carotaggi che l’intercapedine sia continua e libera, per stimare al meglio il risultato dell’intervento.  

Oltre agli elementi strutturali, esistono tubi, canne fumarie, cavedi all’interno delle strutture esterne, tutti elementi che vanno considerati e che possono complicare o inficiare il risultato dell’operazione di isolamento.

Come già detto, se si interviene a insufflare dall’esterno bisogna poi "mettere mano" alle facciate per correggere i danni provocati dai fori. Se invece si interviene dall’interno, questa operazione risulta abbastanza invasiva, a meno che non sia in corso già una ristrutturazione interna.

Per verificare l’esito positivo dell’insufflaggio, l’unico modo è eseguire una termografia: di fatto questa viene eseguita raramente, perché si sa già in partenza che alcuni ponti termici strutturali esistono e così anche alcuni spazi di parete e di solaio che non vengono isolati.

 

Cosa è meglio fare prima di eseguire un intervento di isolamento ad insufflaggio?

 

L'isolamento termico mediante insufflaggio ha diverse problematiche dovute proprio alla sua "irregolarità" di posa: i ponti termici rimangono e bisogna intervenire studiando caso per caso ciò che è meglio fare.

 

Portando ad esempio il caso di un immobile degli anni ’60 con struttura in laterocemento, un problema di ponte termico lineare riscontrato è quello costituito dal cordolo perimetrale, che rimane privo di isolamento, a meno di escogitare altre soluzioni (possibili) che però ne fanno lievitare i costi.

Esistono poi tutta una serie di ponti termici dati dall’interruzione del materiale isolante e dai diversi elementi strutturali: pilastri, canne fumarie, tubazioni, zone non raggiungibili intorno ai fori finestra e ai fori porta sono alcuni esempi.  

La redazione di una diagnosi energetica prima di avviare il cantiere può dare modo ad un tecnico specialista di:

  1. individuare i nodi critici
  2. valutare in anticipo i risultati energetici ottenibili
  3. studiare i ponti termici e individuare le problematiche ad essi legate, oltre che offrire soluzioni valide e risolutive

Facciamo un esempio...

La temperatura critica nel nodo perimetrale risulta, come si vede dalle due immagini qui sotto riportate, inferiore ai 13,3 °C. Questo significa che in condizioni ottimali di temperatura interna di 20°C e Umidità relativa del 65 %, oltre alla proliferazione di muffe superficiali c'è il forte rischio di condensazione in prossimità del battiscopa.

Studio delle Isoterme della pareteStudio flusso infrarosso della parete

Quindi il solo studio di questo nodo critico (ovviamente l'analisi si svolge a più livelli) mi ha permesso di verificare che:

 

Nel caso analizzato, abbiamo evidenziato che con l’utilizzo dell’isolamento ad insufflaggio rimanevano irrisolti anche altri punti rappresentati da ponti termici puntuali, meno problematici dal punto di vista dello spreco di energia, ma che avrebbero potuto creare comunque problemi, di muffa ad esempio.

 

 In questo articolo, se non è stato sufficientemente chiaro, non ho voluto mettere in cattiva luce il metodo dell'isufflaggio a prescindere. Assolutamente no.

L'insufflaggio resta una tecnica di isolamento che in molti casi può dare buoni risultati, soprattutto se ci sono grossi limiti (anche economici) a procedere diversamente.

Quello che fermamente sostengo, però, è che non è assolutamente corretto pensare di poter procedere in un modo e basta, solo pensando che "l'importante è risparmiare" e "tanto in un modo o nell'altro ottengo lo stesso risultato".

Molte volte procedere senza una vera analisi (nel mio caso fatta anche con l'ausilio del termotecnico con il quale collaboro) può far spendere molti più soldi ed ottenere risultati pessimi. 

Nel caso in esame, infatti, se si procedessi semplicemente con un insufflaggio di (qualsiasi) materiale isolante, si creerebbe muffa, con il tempo, lungo i ponti termici.

Medita bene prima di fare un lavoro di isolamento energetico del tuo appartamento.

 

 

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