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Categoria: Riqualificazione energetica

Metti un cappotto termico alla tua casa!Ma perché dovrei fare un cappotto? A cosa mi serve?” Questa è una delle classiche domande che fino a poco tempo fa mi veniva rivolta spesso, da clienti e amici. I vantaggi di un sistema di isolamento termico con il passare del tempo sono diventati più familiari un po' a tutti.

Se non altro sempre più persone comprendono che edifici costruiti con vecchie tecnologie edilizie disperdono la maggior parte dell'energia verso l'esterno. 

Se vogliamo che il nostro edificio:

allora i nostri sforzi devono essere volti alla riduzione delle dispersioni dell'involucro edilizio.

 

Quali sono i principali problemi nelle abitazioni senza isolamento a cappotto?

Nelle abitazioni senza isolamento termico, le pareti e i vetri delle finestre sono fredde e viene avvertita una forte differenza di temperatura tra queste parti e le zone più calde, in prossimità dei radiatori o di altre fonti di calore; queste causano diversi problemi che vanno da un forte "senso di umidità" in casa alle muffe sulle pareti, dagli opprimenti mal di testa degli inquilini fino ai costanti raffreddori durante tutto il periodo invernale, e via dicendo. E questi fenomeni, purtroppo, non sono riscontrabili solo negli edifici più vetusti (anni '60 e '70), ma sono tipici anche nelle abitazioni costruite molto di recente.

Fermo restando che una riqualificazione energetica abbisogna di interventi su più fronti, che vanno pianificati e progettati (anche in base al budget disponibile), diciamo che un criterio di massima è quello di:

investire soprattutto sull'involucro edilizio, e solo secondariamente sugli impianti

 

Se non chiudi i buchi, il secchio continuerà a perdere acquaNon ha alcun senso sostituire la vecchia caldaia con una a condensazione, se l'involucro è un colabrodo! O sostituire gli infissi, spendendo magari molti soldi, se poi le dispersioni le ho attraverso le pareti o i ponti termici. A parte il fatto che su questi elementi ci ritorneremo in altri post più approfonditi, in concreto, per capire meglio il concetto, pensiamo ad un secchio bucato sotto un rubinetto d'acqua. Fino a quando la portata d'acqua che fuoriesce dai fori sarà maggiore di quella del rubinetto aperto, il mio secchio continuerà a svuotarsi. Ma io che sono furba, per mantenere il livello dell'acqua costante, cosa farò? Aumenterò la portata d'acqua aprendo di più il rubinetto? Già, tanto l'acqua è gratis e non la pago... Beh, tutto sommato questo era un po' quello che si faceva negli anni '60-'70-'80, quando il costo per il riscaldamento era ancora “molto basso”; in più non esistevano nemmeno le tecnologie e i materiali attuali, per cui si faceva di necessità “virtù”.

Non è questo il modo di tenere costante il livello dell'acqua, e lo avrai capito già da solo. Non devo mantenere il rubinetto aperto, ma devo ovviamente chiudere i fori! L'esempio, nella sua banalità, chiarisce un concetto che nella pratica è fortemente disatteso. Isolare al meglio l’involucro edilizio, le famose ‘superfici opache’, ci permetterà di abbattere i consumi (il quanto ovviamente dipenderà dal tipo di intervento e di investimento).

In questo articolo non è mia intenzione entrare negli aspetti tecnici di come si realizza un sistema di isolamento a cappotto o quali siano i materiali più indicati per il rivestimento. Avremo modo e tempo per farlo. Qui vogliamo sottolineare, e lo ripeto ancora una volta, quali debbano essere le ragioni ed i criteri per:

 

Il sistema di isolamento termico a cappotto o semplicemente cappotto, dunque, ha diversi vantaggi

1- È il modo migliore per correggere i ponti termici. I ponti termici presenti nell’edificio sono rappresentati da solai, cordoli, pilastri e passaggi per impianti; possono essere dovuti ad una riduzione improvvisa dello spessore della muratura, o a una riduzione sostanziale della trasmittanza delle pareti, ad esempio per un cambio di materiale costruttivo. Il cappotto, ricoprendo tutta la superficie esterna, interviene uniformando le condizioni esterne.

2- Non c’è "limite" allo spessore dei pannelli isolanti: a differenza dell’isolamento dall’interno non si "ruba" spazio utile alle abitazioni e la normativa consente di andare in deroga alle distanze dai confini (decreti legislativi 115/2008 ed il 57/2010). Lavorando dall’esterno, possiamo definire lo spessore adatto al materiale scelto, puntando agli obiettivi energetici da raggiungere. 

3- La parete è resa "calda", cioè si sfrutta al massimo il calore prodotto per riscaldare l’edificio, trattenendolo all’interno. In questo modo si previene fortemente il formarsi di “punti freddi” e muffe sulle pareti interne

4- Con la consulenza di un tecnico e valutando la tipologia di muratura di partenza, si potrà scegliere un materiale che oltre a migliorare le prestazioni invernali, isolando le pareti e trattenendo il calore prodotto per riscaldare la casa all’interno, migliori anche il comportamento estivo.

5- Ci sono meno vincoli nella scelta del materiale. Non deve necessariamente essere di origine naturale (anche se noi lo consigliamo!) come invece è richiesto per l’isolamento dall’interno. La scelta dei materiali, inoltre, offre una gamma molto ampia di possibilità. I materiali alla base di un cappotto termico possono essere differenti: EPS, lana minerale, fibra di legno, sughero, schiume minerali (non ho volutamente citato l’XPS tra i materiali da utilizzare nell’isolamento a cappotto, se non in alcuni casi… ma anche questo sarà oggetto di un futuro post). Ogni materiale ha le proprie precise regole di assemblaggio e di posa.

6- È ideale per le ristrutturazioni. Non è infatti necessario che gli inquilini lascino l'abitazione o subiscano particolari disagi. La posa, essendo esterna, può avvenire senza la necessità di spostare mobili o altro. L'unico elemento da “rimuovere” o sostituire saranno infissi e finestre, ma anche per questo argomento sarà necessario un approfondimento ad hoc.

 

Ma ci sono anche svantaggi con l'isolamento a cappotto?

I rischi dell’installazione di un cappotto termico sono correlati esclusivamente ad una cattiva posa in opera, tralasciando i casi in cui non è possibile procedere dall'esterno perché ad esempio c'è un vincolo di legge o qualche altra problematica particolare. Evidentemente coloro che hanno scritto su Wikipedia che “un isolamento a cappotto è realizzato con materiali caratterizzati da grande potere isolante ma scarsa inerzia termica e preferibilmente deve essere applicato su murature adeguatamente pesanti” generalizzano troppo, non tenendo conto che esistono molti tipi di materiali, da scegliere a seconda della muratura e delle condizioni climatiche del luogo. Per fare un banale esempio, se dovessi scegliere di fare un cappotto utilizzando l'EPS, lo farei in un cantiere a Trento, ma non lo userei a Roma.... Ma questo ora esula dall'argomento di questo post.

mio cantiere a Brogliano - durante i lavorimio cantiere a Brogliano - cappotto ultimato 

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