Indagine termograficaIn questo articolo ti spiegherò l'utilità di una termografia, non solo se stai ristrutturando una casa e vuoi scoprire quali sono i punti deboli, ma anche e soprattuto per evitare delle fregature se stai acquistando una casa, vecchia o nuova, anche se in classe A o B.

In realtà l'utilizzo della termocamera si presta a molteplici scopi in svariati campi.

Nello specifico parliamo di termografia edilizia come strumento diagnostico per individuare tutte le irregolarità termiche di un involucro edilizio.

Tuttavia, ciò che voglio mettere in evidenza in questo post, è che un'indagine termografica non solo è utile quando l'edificio è vecchio e si vuole procedere con una riqualificazione energetica, ma anche su un edificio nuovo, appena costruito, o comunque molto recente, per avere la certezza che sia stato progettato bene e che non ci siano ponti termici che poi andranno a comprometterne la tenuta, l'isolamento e di conseguenza il comfort abitativo.

Ma come è possibile che una casa costruita dopo il 2005, dopo che è stata introdotta l’attuale normativa energetica, abbia ancora tutte le problematiche legate ai ponti temici e ad un pessimo modo di lavorare sia in fase di progettazione che in cantiere (fase esecutiva)?

Se pensi che una casa che abbia meno di 10 anni è sicuramente stata costruita in modo soddisfacente, faresti meglio a proseguire la lettura, perché avrai delle belle sorprese.

Ma procediamo con ordine.

 

Cos'è una termografia o indagine termica?

La termografia è una tecnica di analisi non distruttiva e non intrusiva che si basa sull'acquisizione di immagini nell'infrarosso. In particolare, in edilizia si usa la modalità del telerilevamento, ossia l'analisi viene condotta per mezzo di una termocamera ad infrarossi.

Questo strumento è in grado di rilevare le temperature dei corpi analizzati attraverso la misurazione dell’intensità di radiazione infrarossa (proporzionale alla temperatura) emessa dal corpo in esame. Si tratta comunque di uno strumento che utilizzano solo professionisti esperti, e non ha alcun senso che tu faccio questo acquisto con l'idea di fai-da-te.

Un'indagine termica o termografica viene utilizzata fondamentalmente per:

  • verificare le dispersioni termiche di un involucro edilizio (pareti, tetto, finestre, ecc.)
  • verificare le discontinuità dei materiali (e quindi valutare i problemi che da queste si generano)
  • verificare l'impermeabilizzazione di determinate superfici
  • valutare il degrado di un edificio dovuto all'umidità
  • ricercare possibili infiltrazioni idriche o elementi costruttivi non visibili dall'esterno (come ad esempio tubature)

 

Se segui solo l’emozione, rischi di innamorarti della casa sbagliata (e prima o poi ti tradirà)

Lo scorso mese mi è stato richiesto di valutare un immobile nella provincia di Treviso.

Una giovane coppia, Marco ed Elisa, mi contattano perché si accingono a comprare casa. Inizialmente mi viene chiesto di valutare la documentazione che hanno raccolto, per esprimere un parere su alcuni documenti che non erano molto chiari. Ma ben presto, facendogli diverse domande, sono affiorate alcune perplessità anche su altri aspetti.

Comprare casa è un passo importante e merita tutte le attenzioni del caso.

L’abitazione, terminata di costruire nel 2009, si presentava in ottime condizioni a prima vista: la casa apparteneva ad una coppia che si era separata da poco e negli ultimi anni era stata abitata di rado proprio per questi problemi familiari.

Marco però nutre giustamente alcuni dubbi.

 

“E se dopo, fra qualche anno, venissero fuori problemi di umidità o altro? Come faccio a sapere da ora, con certezza, che non avrò problemi?”

 

Razionalmente comprendono che è giusto seguire il cuore, ma che non possono fidarsi ciecamente delle apparenze, che è necessario indagare più approfonditamente la questione.

Decidono così, saggiamente, di far svolgere un'accurata indagine sulla bontà della struttura, soprattutto in chiave “risparmio energetico”, e mi affidano l'incarico.

Tale incarico prevede di analizzare non solo la parte cartacea (piante), ma anche un sopralluogo con gli strumenti opportuni da me indicati, con l'obiettivo di ottenere una relazione dettagliata sullo stato di fatto, ma soprattutto una serie di indicazioni ben precise su cosa fare per migliorare il più possibile l'edificio.

Il tutto ovviamente con le indicazioni dei prezzi.

 

Come i difetti nascosti si rivelano agli occhi con un'indagine termografica (ma devi saper interpretare i dati!)

Fin dal primo sopralluogo, dopo aver studiato le piante, ho riscontrato alcuni difetti costruttivi evidenti (ok, evidenti per un tecnico specializzato, non per chiunque...).

La struttura presenta diversi ponti termici dovuti essenzialmente a tre ragioni:

  1. mancata accuratezza nella fase esecutiva
  2. superficialità in fase di progetto e mancato studio dei particolari costruttivi
  3. particolare irregolarità della forma della costruzione (sul fronte nord in particolare) che ha generato diverse interruzioni dei materiali e degli isolanti, esasperando i difetti costruttivi.

Di seguito una immagine della sezione, dove con dei cerchi ho evidenziato i punti in cui sono presenti i ponti termici.

Foto 1 - ponti termici sulla sezione in pianta

 

Qui trovi un esempio di ponte termico così com'è nella realtà: la struttura portante in calcestruzzo del tetto che passa da fuori a dentro senza alcuna interruzione. Ovvio che se non sei un esperto di isolamente, per te questa foto non dice nulla! Puoi però renderti conto che ciò che per te è normale, magari ben fatto, è ciò che poi ti causerà molti problemi di umidità e muffa in futuro.

Foto 2 - discontinuità parete-tetto -> ponte termico

 

E veniamo alla nostra indagine termografica.

Nelle immagini a seguire ho riportato un po' di foto scattate con la termocamera. Sembrano foto corrette con un programmino di quelli per cambiare colori, ecc, tipo Photoshop. Ma ovviamente così non è. 

A seconda di come la fotocamera viene tarata, secondo una scala, mettono in evidenza le dispersioni termiche dell'involucro.

Puoi così capire meglio perché il ponte termico costituisce un vero problema: disperde energia. Ma non solo. Diviene il punto debole, il cosiddetto punto freddo della casa (ce ne possono essere, come in questo caso, più di uno), per cui lì si crea umidità e muffa.

Il ponte termico del tetto, riportato nella foto che trovi poco sopra, porta fuori il calore interno e grazie alla termografia questo fenomeno può risultare molto evidente. 

Foto 3 - differenti colori mostrano le differenze di temperaturaQuello che si vede in un termogramma (immagine ottenuta dalla termocamera), infatti, sono zone di colori differenti. Le zone di colore giallo e rosso nella fotografia rappresentano delle aree che disperdono calore, mentre le zone di colore violetto e blu scuro sono meno emissive.

Questo può essere dovuto anche al fatto che la parete nella prima zona è più calda, perché ad esempio passa una tubazione di acqua calda. Sta di fatto che dall'esterno la termocamera legge una differente temperatura sulla superficie di parete. Questo non va bene se vuoi che l'involucro edilizio sia ben isolato.

Se l’edificio fosse ben isolato e i ponti termici non presenti, l’edificio dovrebbe essere di colore uniforme. Non sarebbero cioè presenti delle zone di diverso colore.

Se fosse correttamente isolato, l’immagine mostrerebbe un edifico completamente blu, cioè molto freddo in modo omogeneo visto che il rilievo è stato fatto ad una temperatura esterna di -2°C.

 

Attenzione! È normale che la parete esterna sia fredda, perché la termocamera è stata posizionata in questo caso all'esterno. In teoria la parete esterna dovrebbe essere in perfetto equilibrio termico con la temperatura dell'aria esterna. Questo significherebbe che dall'interno non proviene calore. L'isolamento fa in modo che rimanga tutto dentro.

 

Nelle zone più rosse della foto la temperatura supera addirittura i 7 °C e se pensi che fuori siamo sotto lo zero, questo può dare un’idea di quanto sia debole in quel punto la struttura.

Infine moltiplica questa dispersione per tutti i ponti termici presenti in un edificio costruito male e potrai avere un quadro (drammatico) del problema.

Ti ricordo che quello analizzato è un edificio in classe C. Prova solo a pensare che oltre il 95% del patrimonio immobiliare italiano è abbondantemente in classe G. In pratica buttiamo per strada quasi tutto il calore delle nostre caldaie. Cosa aggiungere?

Tutti questi problemi, ribadisco, sono dovuti a:

  • scelte sbagliate dei materiali costruttivi
  • pessima posa dei materiali, anche quando assolutamente idonei
  • incapacità di progettazione secondo le nuove metodologie e gli standand europei

 

Le immagini (termogrammi) della termocamera raccontano più delle parole…

Se ancora non ti è chiaro cos'è un termogramma, ti riporto ancora degli esempi pratici. A seguire una carrellata di immagini dello stesso edifico del quale avevo inizialmente rilevato alcune fondamentali criticità:

  • da un lato una progettazione approssimativa che non ha tenuto conto degli aspetti sopra descritti;
  • dall’altra un edificio che ha diverse irregolarità di forma, rientranze e tetti su più livelli che amplificano questi difetti di natura energetica.

Foto 4 - dispersioni di calore verso l'esterno 

 

<< Foto 04: La foto mostra come in corrispondenza delle nicchie, degli spigoli e delle differenze di altezza tra i tetti si verificano delle dispersioni di calore verso l’esterno.

 

 

Foto 5 - in evidenza strutture in calcestruzzo

 

 

 

>> Foto 05: Il termogramma mostra in modo molto evidente le strutture principali in calcestruzzo dei solai. In quel punto la temperatura raggiunge i 7 °C.

 

 

Foto 6 - dispersioni dalla porta

 

 

 

<< Foto 06: Il portoncino è stato montato bene?

 

 

Foto 7 - dispersioni da pilastro

 

 

>> Foto 07: In evidenza il pilastro e la dispersione attraverso il marciapiede.

 

 

 

 

La termografia permette di eseguire rilievi anche negli ambienti interni.

 

 

>> Foto 08: Se nelle immagini degli esterni le zone calde mostrano le dispersioni, negli ambienti interni succede il contrario: le zone scure evidenziano nell’immagine lo stesso fenomeno, rilevando temperature molto basse (circa 6 °C). Ciò si traduce in due problemi:

  • condensa superficiale
  • futura presenza di muffa

 

 

 

 

<< Foto 09: In questa immagine un dettaglio molto importante: lungo tutto il perimetro delle finestre si rilevano temperature molto basse, segno di un errato montaggio delle parti ad incasso dei serramenti. Invece di utilizzare gli appositi falsi telai coibentati, gli stessi sono stati probabilmente montati annegandoli nel calcestruzzo tramite zanche.

Cosa significa questo?

Futura presenza di muffa lungo tutto il perimetro delle finestre e portefinestre esterne.

 

 

>> Foto 10: E’ molto bello a livello estetico un tetto in legno, vero? Ma attenzione al montaggio e al corretto isolamento, altrimenti ci si può trovare con condensa superficiale come in questo caso.

 

 

 

 

Come e quando (ma anche a chi far) fare un'indagine con la termocamera ad infrarossi 

La brutta notizia è che non puoi richiedere un sopralluogo quando ti pare. Anche se hai un'urgenza. Devono verificarsi alcune condizioni importanti affinché l'indagine termografica dia i suoi frutti.

La termocamera va usata preferibilmente:

  1. a fine giornata, in assenza di irraggiamento solare, quando la struttura da analizzare è in fase di raffreddamento
  2. in assenza di pioggia, vento e altre condizioni atmosferiche avverse
  3. nella stagione corretta (a maggio non riuscirai a vedere flussi di calore significativi, perché temperature interne ed esterne si equivalgono)

Le condizioni atmosferiche e la temperatura esterna influenzano la qualità dei risultati, così come altri fattori esterni ed interni alla struttura (altre fonti di calore vicine all'edificio, ad esempio). La massa della struttura, a seconda dei materiali e degli spessori, è in grado di accumulare calore. Bisogna tenerne conto. Quindi è fondamentale eseguire la prova quando ci sono escursioni termiche poco significative (massimo ± 10°C).

È necessario inoltre che a cavallo della struttura vi sia uno sbalzo termico di almeno 10 °C per apprezzare sui termogrammi le anomalie termiche eventualmente presenti.

Quindi, diffida dai tecnici che ti danno disponibilità sempre e comunque. I risultati potrebbero essere assolutamente falsati!

Come già detto, questo non è un lavoro che puoi far fare a tuo cugino, quello appassionato di fotografia. Una termografia è tutt'altra cosa.  Basta sbagliare scala (tavolozza colori) o interpretare male certi dati, per prendere fischi per fiaschi. Non puoi chiamare nemmeno il tuo amico geometra, a meno che non sia proprio il suo pane quotidiano, perché davvero questa è un'operazione delicata che è giusto che faccia un vero specialista.

Io ad esempio faccio il sopralluogo con un collaboratore, Stefano, specializzato in indagini termografiche, un professionista che viene chiamato anche per perizie giurate in Tribunale. L'attrezzatura di Stefano costa diverse decine di migliaia di euro, non è materiale della prima ferramenta acquistato in offerta. Ci sarà una differenza di risultato rispetto a chi si improvvisa, che dici?

L'analisi viene quindi fatta sulla base di questi dati molto attendibili. Da qui imposto una progettazione per la risoluzione dei problemi riscontrati. E importantissimo collaborare con professionisti preparati e specializzati.

È per questo che sono certa del lavoro che faccio per i miei clienti.  

 

Se tu hai dubbi sulla condizione della tua casa, e vuoi un'analisi seria e approfondita, contattami. Valuteremo insieme cosa ti serve davvero, quali sono i risultati che puoi raggiungere, come ottimizzare la spesa, quando fare i sopralluoghi. E tantissime altre cose...

 

 

Commenti   

0 # Luigi 2015-07-20 14:44
Gentilissima Arch. Coppo,

leggo con piacere i suoi articoli, scritti sempre con criterio e cognizione di causa. Una cosa però mi incuriosisce: effettuo termografie e controlli su coibentazioni ormai da anni ed è di dominio pubblico, nell'industria, il fatto che un corpo caldo perda la stragrande maggioranza del calore per irraggiamento. Tuttavia, nelle riqualificazioni edili si parla sempre e sopratutto di trasmittanza e conduttività e mai di emissività e rifrazione, nonostante tutti ormai si vantino di possedere una termocamera (che rileva appunto le radiazioni.....) Come mai? Qual'è la Sua opinione?
Nel ringraziarla le auguro ottimo lavoro,
saluti.
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0 # Laura Coppo 2015-07-28 12:11
Salve Luigi,
grazie per la domanda, l'argomento posto è interessante.

Sono caratteristiche fisiche diverse e siccome le prime (trasmittanza e conducibilità) sono i parametri della progettazione e appartengono ai dettami delle normative, per questo sono anche maggiormente diffusi e utilizzati.

Per cui se è pur vero che emissività e rifrazione sono altrettanto utili per determinare la bontà di una stratigrafia, attualmente sono valori a beneficio delle sole indagini non invasive, piuttosto che parametri ad uso di chi i lavori li fa. Nel bene e nel male...

Come giustamente ha detto anche Lei, ormai tutti si vantano di avere una termocamera, ma spesso si trascurano alcuni parametri fondamentali:
- tipo di macchina
- preparazione del rilevatore con corsi specifici sulla termografia
- esperienza e conoscenze tecniche del rilevatore.

Avere una termocamera non è uguale e sottinteso che si sappia bene cosa cercare e come leggere i dati! In definitiva, non è solo "fare foto".
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