Indagine termograficaIn questo articolo ti spiegherò l'utilità di una termografia, non solo se stai ristrutturando una casa e vuoi scoprire quali sono i punti deboli, ma anche e soprattuto per evitare delle fregature se stai acquistando una casa, vecchia o nuova, anche se in classe A o B.

In realtà l'utilizzo della termocamera si presta a molteplici scopi in svariati campi.

Nello specifico parliamo di termografia edilizia come strumento diagnostico per individuare tutte le irregolarità termiche di un involucro edilizio.

Tuttavia, ciò che voglio mettere in evidenza in questo post, è che un'indagine termografica non solo è utile quando l'edificio è vecchio e si vuole procedere con una riqualificazione energetica, ma anche su un edificio nuovo, appena costruito, o comunque molto recente, per avere la certezza che sia stato progettato bene e che non ci siano ponti termici che poi andranno a comprometterne la tenuta, l'isolamento e di conseguenza il comfort abitativo.

Ma come è possibile che una casa costruita dopo il 2005, dopo che è stata introdotta l’attuale normativa energetica, abbia ancora tutte le problematiche legate ai ponti temici e ad un pessimo modo di lavorare sia in fase di progettazione che in cantiere (fase esecutiva)?

Se pensi che una casa che abbia meno di 10 anni è sicuramente stata costruita in modo soddisfacente, faresti meglio a proseguire la lettura, perché avrai delle belle sorprese.

Anche tu come i Griffin hai una casa da ristrutturare?Lo scopo di intervenire su un immobile con una ristrutturazione (e se leggi spesso questo blog sai anche che parlo necessariamente di riqualificazione energetica) è quello di prolungarne il normale ciclo di vita utile, che non dovrebbe essere superiore ai 35-40 anni.

Con una ristrutturazione parziale, ossia a passi successivi, l'edificio può in qualche modo essere “rigenerato”, riqualificato, essere più adatto alle esigenze contemporanee, grazie anche a nuove metodologie e tecnologie (di progettazione e costruttive).

In sostanza gli si allunga la vita.

Sappiamo tutti benissimo che esistono edifici fatiscenti, pubblici e privati, sparsi per tutto lo stivale, che superano abbondantemente anche i 60-70 anni di ciclo di vita, senza essere mai stati toccati.

Mentre in altre parti del mondo - o se volessimo anche solo fermarci in Europa, per fare paragoni - si procede ad un risanamento degli immobili esistenti, in Italia questo aspetto è estremamente sottovalutato. E a farne le spese è lo stesso valore del nostro patrimonio immobiliare.

Quando parliamo di ristrutturazione e riqualificazione di un immobile, parliamo di isolamento a cappotto e di sostituzione degli infissi? O peggio, crediamo che con una semplice sostituzione della vecchia caldaia la casa possa essere finalmente confortevole?

L'aspetto legato alla riqualificazione energetica è molto importante, ma in molti casi non è detto nemmeno che sia prioritario. Prima di pianificare un intervento di recupero edilizio vanno verificate tutte le componenti della struttura esistente affinché sia anzitutto garantita la sicurezza statica.

Questi due aspetti sono indipendenti l'uno dall'altro?

Puntualmente ogni giorno ricevo numerose richieste di soluzioni a problemi di muffa, di umidità, di discomfort abitativo. Malgrado continui a scrivere che non è possibile dare una soluzione efficace a questi problemi se prima non viene fatta un'analisi specifica, moltissimi continuano ad inviarmi informazioni (per lo più confuse) e dati relativi alle loro situazioni con l'idea che “in quattro e quattro otto” io dia il consiglio risolutore.

Non è così.

Invece di ripetermi ancora una volta - ma tanto poi in futuro scriverò ancora su questo argomento - in questo articolo voglio farti comprendere cosa c'è dietro una progettazione integrata efficace, sia che questa sia rivolta alla realizzazione di un edificio ex novo, sia che si tratti di una ristrutturazione con riqualificazione energetica, e perché questa è fondamentale.

 

Il protocollo LEED indica un sistema per la valutazione e la misurazione delle prestazioni ambientali dell’edificio sia durante la fase di progettazione, costruzione e infine di gestione dell’edificio. Idem il protocollo CasaClima.

Gli stessi errori - Vignetta di CavezPartiamo subito con una premessa, onde evitare malintesi riguardo al titolo di questo post. Gli errori di cui parleremo sono solo alcuni dei tanti commessi dai proprietari che vogliono riqualificare energeticamente la propria casa.

Detto questo, la cosa dovrebbe interessare anche te, anche se non sei nei tre casi specifici qui trattati. Perché?

Perché il punto non è se sia più importante compiere questo o quell'altro errore, ma la modalità che ti porta a fare degli errori quando hai a che fare con la riqualificazione energetica del tuo immobile.

In questo post affrontiamo proprio questo aspetto. E comunque, malgrado tutto, troverai anche degli utilissimi suggerimenti legati ai casi specifici. L'articolo infatti si base su tre domande di alcuni lettori del blog, a cui darò risposte più ampie rispetto a quelle date nei commenti ai post.

È importante che tu parta da un punto fermo, da un presupposto fondamentale che non può essere messo in discussione (voglio sperare...).

 

Ogni abitazione è un sistema edilizio a sé, caratterizzato da tutte le parti che lo compongono.