Il nuovo Attestato di Prestazione Energetica introduce 4 classi + NZEB Prima di leggere questo articolo, faccio una doverosa premessa: sono completamente fuori dal “business” degli Attestati di Prestazione Energetica. Detto in parole povere, sono anni che non rilascio certificazioni energetiche se non in seguito a veri e propri lavori di riqualificazione energetica.

Lo so, per molti colleghi è stata una manna dal cielo, data la crisi. Non li biasimo per questo. Ognuno è responsabile delle proprie azioni... e deve mettere il piatto a tavola per i propri figli.

La mia è stata una scelta diversa.

Non mi interessa (e non mi ha mai fatto venire l'acquolina in bocca) infatti guadagnare dai 30 ai 200 (o poco più) euro per dirti che la tua casa è un colabrodo, ossia che ha inutili sprechi di energia ed è altamente inefficiente e poco confortevole.

Il mio lavoro è trovare adeguate soluzioni per migliorare (come già successo, anche fino al 93%!) le prestazioni energetiche ed il comfort abitativo della tua casa, non prenderti soldi per dirti che la casa “non funziona”.

Questo lo sai già da te.

Ma nonostante questo, si sono mossi negli ultimi anni molti geometri, architetti e ingegneri, o anche società, che hanno cercato di far quadrare i conti con certificati “un tanto al chilo”.

diagnosi energeticaOgni intervento di riqualificazione energetica dovrebbe essere preceduto sempre da una diagnosi tecnica preventiva per ottenere un quadro completo della situazione dell'immobile allo stato di fatto.

Cosa significa in soldoni?

Che per capire e individuare gli interventi giusti da compiere per rendere più efficiente la tua casa devi perfettamente sapere quali sono i problemi dell'edificio, dove sono i punti deboli, da dove si disperde calore, quali sono i materiali presenti e se sono idonei, i possibili apporti energetici dovuti all'ambiente circostante, ecc.

Te la dico diversamente...

Se non stai bene, il medico prima di prescriverti una cura, ti farà una visita per capire qual è la causa della tua sofferenza. Il fatto poi che tu abbia la febbre, non è imputabile ad un'unica causa. È dunque possibile che tu abbia bisogno di una visita specialistica piuttosto che di quella del medico di famiglia...

Nella tua casa senti sempre un ambiente confortevole?Hai mai desiderato vivere in una casa a basso consumo, senza pagare bollette e super confortevole? Calda e accogliente d'inverno e fresca d'estate? Senza macchie di muffa intorno alle finestre e con aria salubre tutto l'anno, senza mai aprire le finestre?

Se stai pensando che io voglia prenderti in giro, ti sbagli. Esistono già da molti anni case di questo tipo. «Certo – dirai – ma chissà quanto costano!» Quello che posso dirti, è che ti costa certamente di più una casa tradizionale, anche se è stata costruita solo qualche anno fa.

Ma allora di cosa stiamo parlando?

Nel precedente articolo che ti consiglio di leggere, se non lo hai ancora fatto, ho parlato di due protocolli di sostenibilità ambientale. Vediamo invece quali sono gli standard (certificati) per il conseguimento di una casa a bassissimi consumi, e con le caratteristiche suddette.

differenza tra APE e protocolli di sostenibilità ambientaleOrmai da alcuni anni faccio più fatica a far comprendere l'esigenza di adeguare il nostro modo di progettare alla necessità di realizzare case a basso consumo ad alcuni colleghi, architetti e ingegneri, che ai non addetti ai lavori.

È ora di fare un minimo di chiarezza tra quella che è la certificazione energetica che viene effettuata da un tecnico al momento di una compravendita, o per affittare un immobile, solo perché obbligo di legge, e una metodologia di progettazione e costruzione basata su protocolli riconosciuti anche a livello internazionale, che portano a risultati concreti e misurabili, di cui la certificazione è solo la ciliegina sulla torta.

Iniziamo con il parlare dei protocolli che guardano più alla sostenibilità ambientale, ossia LEED e ITACA. Nel prossimo articolo invece vedremo quelli specifici per il risparmio energetico.

Ma facciamo prima un passo indietro...

Migliorare realmente i consumi energeticiPer come è stata concepita la legge in Italia (D.M. 26/06/2009- Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici), le certificazioni energetiche non hanno una grossa utilità né per i proprietari che vendono né per gli acquirenti. Ha infatti senso produrre un certificato per attestare che un immobile da ristrutturare completamente sia in classe F o G? Ha senso che il progettista di un edificio nuovo, costruito secondo i nuovi criteri edilizi, chieda ad un collega tecnico di certificare quanto fatto in modo che rientri in una determinata classe energetica? Perché in molti casi gli acquirenti non riscontrano in bolletta le prestazioni energetiche promesse dal certificato? La lista delle domande (retoriche) potrebbe continuare ancora per molto, e vorrei che fossi proprio tu che leggi a fornire delle risposte a riguardo.

Con il post di oggi mi creerò certamente dei “nemici”, soprattutto tra alcuni colleghi, ma è giusto che le cose vengano dette per quelle che sono. Se vogliamo davvero dare una svolta al settore dell'edilizia, dobbiamo renderci conto che non possiamo più vivere di “espedienti all'italiana”, ma è il caso di iniziare a fare le cose seriamente.