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Categoria: Fotovoltaico

fotovoltaicoLa tecnologia del fotovoltaico è in continua evoluzione e, nonostante le costanti diminuzioni delle tariffe incentivanti in Italia si continua ad installare impianti sui tetti di case, condomini e capannoni. Il GSE, gestore servizi energetici, che gestisce le incentivazioni e legifera in materia, apporta ad ogni emissione dei Conti Energia modifiche ai testi precedenti e nuove specifiche tecniche.

Nel testo del DM. 05/07/12 viene introdotto il concetto di  impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative e fornite le specifiche necessarie all’installazione, soprattutto su coperture di edifici esistenti. Spesso come tecnici specializzati nelle ristrutturazioni finalizzate al risparmio energetico ci troviamo a rispondere a quesiti tipo: cosa si intende per ristrutturazione? Cos'è un edificio energeticamente certificabile? Quali solo i parametri di legge? Ma soprattutto... 

 

Quanto devo isolare il tetto per rientrare nei parametri di un edificio energeticamente certificabile?

Facciamo innanzitutto un esempio pratico che possa esemplificare quanto spesso ci viene richiesto, per passare poi, per chi voglia approfondire, alla spiegazione punto per punto della norma.

Consideriamo quindi una copertura di un edificio esistente realizzata con struttura in laterocemento, in travetti di cls e pignatte in laterizio, senza alcuno strato di materiale isolante; lo spessore totale è di circa 20 cm. Tale tipologia costruttiva tipica degli anni 70-80 prevede di solito una soffitta praticabile che separa il tetto dall’ultimo piano riscaldato, ma l’intercapedine d’aria che questa costituisce ha uno scarso risultato nel trattenere il calore all’interno dell’edificio, si può dire quasi nullo.

Passando ai numeri concreti, una tipologia costruttiva di questo tipo ha una trasmittanza U di circa 1,95 W/mq·K. Volendo installare su questa copertura un impianto fotovoltaico integrato e con caratteristiche innovative, secondo la legge si entra nel campo della ristrutturazione, quindi bisognerebbe procedere ad una riqualificazione energetica del solaio di copertura: il valore cui si dovrebbe arrivare dopo l’intervento, secondo i valori inseriti nella tabella 3.1 (riportata sotto) e  ipotizzando che tale abitazione sia in provincia di Padova in fascia climatica E, è di 0,30 W/mq·K.

E’ evidente come solo inserendo uno strato isolante sotto il manto di copertura si possa passare da 1,95 a 0,30 W/mq·K. Facendo sempre l’ipotesi che si voglia inserire del polistirene espanso, altrimenti noto come XPS, materiale che ha buone caratteristiche isolanti ed è idoneo al calpestio, si dovrebbe quantificare lo spessore e le caratteristiche tecniche del materiale, in modo da arrivare al valore richiesto dalla legge. Nel caso preso in esame, con un XPS con conducibilità 0,035 W/mK, servirebbero 10 cm di isolamento. Ovviamente tale progettazione va fatta caso per caso, analizzando lo stato di fatto in fase di sopralluogo e scegliendo i materiali e le soluzioni più idonee, che non sono sempre uguali.

 

Approfondimento tecnico per gli installatori (e non solo)

Cercheremo di fornire dei chiarimenti alla legge utilizzando il testo contenuto nella nota di chiarimento emessa il 6/9/2012 dal GSE, in modo da semplificare il lavoro degli installatori, che si trovano a fornire consulenze ai loro clienti, e offrire un chiarimento ai proprietari, che vorrebbero avvalersi di questo sistema di impianto fotovoltaico.

In merito alla definizione di edificio (di cui al D.P.R. 412/93) “energeticamente certificabile” si precisa quanto segue:

  • gli edifici devono essere provvisti di un impianto termico destinato ad una adeguata climatizzazione invernale, così come definito nel D. lgs. 192/05 e s.m.i.;

L’impianto termico è un impianto tecnologico destinato alla climatizzazione degli ambienti comprendente i sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e di controllo. L’esempio più semplice è il tipico impianto con caldaia che attraverso i tubi di rame conduce l’acqua calda ai radiatori; l’accensione è regolata dal termostato ambiente. L’impianto termico può essere abbinato alla produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari o alla sola produzione centralizzata di acqua calda. Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento, mentre non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, radiatori individuali, scaldacqua unifamiliari. Successivamente, con una nota del 24/9/2012 il GSE ha inoltre chiarito che un edificio risulta energeticamente certificabile,anche in assenza di un impianto termico, purché esista un fabbisogno energetico da soddisfare, al fine di garantire un adeguato comfort termico. 

  • le altezze minime interne e le superfici utili dei locali devono rispettare i requisiti previsti dalla normativa vigente in materia (Decreto Ministero Sanità 5 luglio 1975 e s.m.i.).

Quindi i vani in cui si colloca l’impianto di riscaldamento devono seguire la normativa vigente in materia ed essere quindi ‘abitabili’: altezza minima interna 270 cm o 220 cm minima per i locali accessori (bagni, ripostigli, e simili) e dimensioni minime dei vani e le norme di igiene (come la camera matrimoniale di minimo 14 mq, camera singola 9 mq, ecc..).

In caso di installazione di impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative su edifici di nuova costruzione, tali edifici devono rispettare i requisiti energetici (1) previsti dalla normativa vigente in materia (2). In caso di installazione di un impianto fotovoltaico integrato con caratteristiche innovative su un edificio esistente, in sostituzione di elementi edilizi preesistenti, l’intervento si configura come un intervento di ristrutturazione così come definito al comma 4, art. 4 del D.P.R 59/09 e pertanto devono essere rispettati i requisiti energetici (1) previsti dalla normativa vigente in materia (2).

Gli impianti fotovoltaici integrati che hanno caratteristiche innovative utilizzano:

  1. moduli e componenti speciali, sviluppati specificatamente per integrarsi e sostituire elementi architettonici di edifici, energeticamente certificabili, quali:
  1. moduli e componenti che abbiano significative innovazioni di carattere tecnologico.
  2. moduli progettati e realizzati industrialmente per svolgere, oltre alla produzione di energia elettrica anche funzioni architettoniche fondamentali quali:
    • protezione o regolazione termica dell’edificio, ovvero il componente deve garantire il
      mantenimento dei livelli di fabbisogno energetico dell’edificio;
    • tenuta all’acqua e impermeabilizzazione della struttura edilizia sottesa;
    • tenuta meccanica comparabile con l’elemento edilizio sostituito.

I moduli dovranno, inoltre, essere installati secondo le seguenti modalità:

  1. i moduli devono sostituire componenti architettonici degli edifici;
  2. i moduli devono comunque svolgere una funzione di rivestimento di parti dell’edificio, altrimenti svolta da componenti edilizi non finalizzati alla produzione di energia elettrica;
  3. da un punto di vista estetico, il sistema fotovoltaico deve comunque inserirsi armoniosamente nel disegno architettonico dell’edificio. (* fonte GSE)

Per quanto riguarda la definizione di ristrutturazione, si riporta il DPR. 59/2009 art. 4:

Nei casi di ristrutturazione o manutenzione straordinaria, previsti all'articolo 3, comma 2, lettera c), numero 1), del decreto legislativo, consistenti in opere che prevedono, a titolo esemplificativo e non esaustivo, rifacimento di pareti esterne, di intonaci esterni, del tetto o dell'impermeabilizzazione delle coperture, si applica quanto previsto alle lettere seguenti: a)…. b) per tutte le categorie di edifici, cosi' come classificati in base alla destinazione d'uso all'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, ad eccezione della categoria E.8, il valore della trasmittanza termica (U) per le strutture opache orizzontali o inclinate, a ponte termico corretto, delimitanti il volume riscaldato verso l'esterno, ovvero verso ambienti non dotati di impianto di riscaldamento, deve essere inferiore o uguale a quello riportato nelle tabelle 3.1 e 3.2 del punto 3 dell'allegato C al decreto legislativo, in funzione della fascia climatica di riferimento. Qualora il ponte termico non dovesse risultare corretto o qualora la progettazione dell'involucro edilizio non preveda la correzione dei ponti termici, i valori limite della trasmittanza termica riportati nelle tabelle 3.1 e 3.2 del punto 3 dell'allegato C al decreto legislativo, devono essere rispettati dalla trasmittanza termica media, parete corrente piu' ponte termico.

La tabella 3.2 del punto 3 dell'allegato C del DPR 59/2009 che si riferisce alle strutture opache orizzontali o inclinate, cioè alle terrazze e ai tetti, viene riportata qui sotto:

 

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