Venerdì 6 luglio sono stati varati due decreti molto attesi che segneranno il futuro cammino dei prossimi anni per le energie rinnovabili in Italia. Si tratta del decreto sulle rinnovabili elettriche, firmato dal Ministro dello sviluppo economico Corrado Passera unitamente al Ministro dell’ambiente Corrado Clini e di concerto con il Ministro dell’Agricoltura Mario Catania, e del decreto sul Quinto Conto Energia, sempre a firma di Passera e Clini.
I due decreti, giunti in ritardo di quasi un anno rispetto alla tabella di marcia sull’incentivazione delle energie rinnovabili che l’Italia aveva concordato in sede europea, puntano sullo sviluppo di un settore sempre più strategico che potrebbe dare un considerevole contributo, dato l’elevato background tecnologico, all’uscita dalla crisi economica oltre che alla tutela del patrimonio ambientale del nostro Paese.
 
Conto Energia
Viene predisposto un nuovo sistema di incentivi sulle fonti energetiche rinnovabili, che vede tagli ma anche estensioni, alla luce di una razionalizzazione resasi sempre più indispensabile data la scarsità di risorse.
Il passaggio dall’attuale Quarto al Quinto Conto Energia si avrà all’inizio di settembre 2012, cioè 45 giorni dopo il superamento dei 6 miliardi di euro totali incentivati dal Quarto Conto, come si vede dal sito Internet del GSE – Gestore dei Servizi Energetici.
Per quanto riguarda il settore del fotovoltaico (che potrà comunque contare su stanziamenti complessivi per 6,7 miliardi di euro, 200 milioni in più di quanto inizialmente preventivato), gli attuali sussidi si ridurranno, con il Quinto Conto Energia, fin da subito del 30%, per arrivare gradualmente ad un taglio del 50%, data la necessità di ridurre la spesa pagata dai cittadini italiani nelle bollette per finanziare le fonti rinnovabili.
A questi tagli, tuttavia, per garantire sostegno al settore del solare, è stato affiancato l’innalzamento della soglia di energia prodotta per accedere agli incentivi senza obbligo di iscrizione al nuovo registro a graduatoria. In accoglimento dei rilievi presentati ai Ministri Passera e Clini dalla Conferenza Stato-Regioni, infatti, per gli impianti fotovoltaici fino ai 20 Kw di potenza (il livello precedente era di 12 Kw) non è più necessaria l’iscrizione al registro per ricevere i sussidi, a fronte però di un abbassamento degli incentivi stessi (il 20% in meno di agevolazioni a chi ha un impianto di potenza riconosciuta tra i 12 ed i 20 Kw e vuole evitare il registro).
Non ci saranno, invece, decurtazioni per chi sostituirà le coperture in eternit e amianto (anzi, sono previsti premi tariffari progressivamente decrescenti per il 2013, il 2014 ed il 2015) con pannelli fino a 50 Kw, e nemmeno per gli impianti realizzati direttamente dalle Pubbliche Amministrazioni. Esenzioni garantite anche per i territori colpiti in Emilia, Lombardia e Veneto dagli ultimi sismi del 20 e 29 maggio, sia pur con provvedimenti a parte che verranno presi successivamente.
I due decreti sulle rinnovabili, se come abbiamo visto concentrano i tagli al settore fotovoltaico – pur redistribuendoli su una platea più allargata – allargano le estensioni dei sostegni governativi a fonti rinnovabili finora (ingiustamente) più trascurate. Stiamo parlando dell’energia ricavata dalla geotermia, di cui l’Italia è massimo produttore mondiale (seguita dalla terra dei geyser, l’Islanda), delle biomasse e del solare a concentrazione, altro fiore all’occhiello tecnologico nazionale.
Il decreto sul Quinto Conto Energia, in particolare, prevede 5,8 miliardi di euro complessivi (300 milioni in più rispetto alle prime bozze) per le fonti elettriche rinnovabili diverse dal fotovoltaico.
La partenza del nuovo regime degli incentivi è stata prevista per il 1° gennaio 2013 e sarà accompagnata da un periodo di transizione di 4 mesi (fino ad aprile 2013) durante il quale resteranno in vigore i livelli di incentivazione per le energie già sostenute precedentemente.
Positivi i commenti registrati dal Ministero dello sviluppo economico, in una nota dove si spiega che i due decreti appena varati “pongono le basi per uno sviluppo ordinato e sostenibile delle energie rinnovabili, allineando gli incentivi ai livelli europei e adeguandoli agli andamenti dei costi di mercato delle tecnologie, calati radicalmente nel corso degli ultimi anni”. Ma la soddisfazione è di tutti e tre i Ministri coinvolti (Passera, Clini e Catania), che sottolineano come sia stato “introdotto un sistema di incentivi moderno, sostenibile ed equo” a sostegno di quelle “fonti che possono sviluppare una filiera produttiva nazionale”.
Clini si spinge ancora oltre, ipotizzando un futuro (più o meno prossimo) in cui l’intero settore delle energie rinnovabili, divenendo sempre più attrattivo per gli investimenti pubblici e privati, vedrà lo sviluppo crescente di autonome iniziative imprenditoriali “senza bisogno di incentivi”.
Si deve tuttavia anche registrare il commento sfavorevole da parte dell’Anev, l’Associazione nazionale energia del vento, che sottolinea come questa fonte rinnovabile, per cui l’Italia dispone di ottime potenzialità geografiche e naturali, sia stata ingiustamente penalizzata nell’ultima ripartizione delle risorse.

 

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