Nella tua casa senti sempre un ambiente confortevole?Hai mai desiderato vivere in una casa a basso consumo, senza pagare bollette e super confortevole? Calda e accogliente d'inverno e fresca d'estate? Senza macchie di muffa intorno alle finestre e con aria salubre tutto l'anno, senza mai aprire le finestre?

Se stai pensando che io voglia prenderti in giro, ti sbagli. Esistono già da molti anni case di questo tipo. «Certo – dirai – ma chissà quanto costano!» Quello che posso dirti, è che ti costa certamente di più una casa tradizionale, anche se è stata costruita solo qualche anno fa.

Ma allora di cosa stiamo parlando?

Nel precedente articolo che ti consiglio di leggere, se non lo hai ancora fatto, ho parlato di due protocolli di sostenibilità ambientale. Vediamo invece quali sono gli standard (certificati) per il conseguimento di una casa a bassissimi consumi, e con le caratteristiche suddette.

 

Cos'è e quali caratteristiche ha una casa passiva o Passivhaus

La “rivoluzione copernicana in edilizia” nasce nel maggio del 1988 dalla collaborazione tra Bo Adamson dell'università svedese di Lund e il tedesco Wolfgang Feist. Il loro concetto di casa passiva fu sviluppato attraverso una serie di progetti di ricerca finanziati in parte dallo stato federale tedesco. La prima casa passiva in Germania risale al 1991, edificata a Darmstadt dallo stesso Feist. Da allora nella sola Germania sono state costruiti più di 13.000 edifici certificati.

La caratteristica fondamentale di una casa passiva è il ridottissimo utilizzo di fonti energetiche tradizionali, quali caldaie e termosifoni. Il termine passivo, infatti, sta ad indicare che l'apporto energetico all'abitazione proviene da fonti esterne, quali il sole (tramite irraggiamento), e interne, come contributi dovuti al calore di dissipazione degli elettrodomestici, al calore delle persone che abitano la casa, al calore recuperato dall'aria interna “rigenerata”.

Detta in maniera molto semplice: il sistema passivo è il riscaldamento!

Ovviamente tutto questo è possibile proprio perché l'edificio risponde a criteri costruttivi ben definiti, ad una eccellente coibentazione termica e ad un sistema molto efficiente di recupero del calore.

 

“Le dispersioni termiche dell’edificio sono ridotte a tal punto che quasi non si rende neanche necessario un impianto attivo di riscaldamento. Gli apporti di riscaldamento passivi come il sole, gli inquilini, gli elettrodomestici ed il calore recuperato dall’aria esausta coprono gran parte del fabbisogno termico. Il calore rimanente può essere fornito mediante l’aria di rinnovo se il carico termico massimo per il riscaldamento è inferiore a 10 W per metro quadro di superficie utile. Se l’apporto termico dell’aria di mandata costituisce l’unica fonte di calore dell’edificio, l’edificio si può definire Passivhaus.” (Prof. Dr. Wolfgang Feist)

 

Fai attenzione: dire che un sistema è passivo non significa che si è trovato casualmente o fortuitamente un modo per riscaldare la casa. Alla base c'è un idea di controllo del processo, sia quello costruttivo che realizzativo. Nulla accade spontaneamente.

Non si tratta dunque di una tipologia di edificio, come spesso sento dire in giro erroneamente. Non esiste un vincolo né per forma geometrica né per uso di materiali. Il vincolo è solo nei numeri che indicano le elevate prestazioni energetiche che gli edifici certificati come Passivhaus (case passive) hanno rispetto a quelli "tradizionali".

 

Quali sono gli indici di prestazione energetica che identificano una casa passiva?

L'istituto di case passive tedesco PHI di Darmstadt considera una costruzione passiva se questa soddisfa il seguenti requisiti quantitativi:

fabbisogno energetico utile richiesto per il riscaldamento ≤ 15 kWh/(m²a)

Tradotto in "moneta sonante", significa che il consumo di combustibile come il gas naturale è inferiore a 1.5 metri cubi per anno per ogni metro quadrato di superficie utile. Per fare un parallelo con un edificio esistente, anche piuttosto recente, parliamo del 90% in meno!

Dunque il “trucco” sta nel coibentare perfettamente l'involucro e utilizzare il calore senza disperderlo.

 

Ma una casa non ha bisogno di respirare? L'aria non va cambiata in casa?

Nelle vecchie abitazioni con infissi con vetro camera singolo gli spifferi garantivano il ricambio d'aria e in qualche modo preservavano le pareti fredde dalle muffe. Ma questo non è un metodo efficace per garantire una qualità dell’aria interna salubre, né per evitare muffe.

Con la sostituzione degli infissi, montando doppi o addirittura tripli vetri, si è reso necessario far arieggiare gli ambienti aprendo meccanicamente e metodicamente le finestre. Ma anche questa operazione non è l'ideale, soprattutto durate l'inverno. Inoltre non c'è alcun sistema di filtraggio dell'aria inquinata esterna.

In una casa passiva esistono le finestre, ovviamente, e possono essere aperte. Solo che non è necessario aprirle, con il vantaggio di avere sempre aria pulita e salubre. Tutto questo grazie ad un sistema di ventilazione meccanica controllata.

La finestra quindi diventa fondamentale per l'apporto di calore esterno durante l'inverno, in quanto sono la porta per far entrare (e non uscire) il calore proveniente dal sole.

Nella maggior parte delle zone climatiche le superfici finestrate devono essere il più possibile orientate a sud; le finestre esposte a est o ovest contribuiscono poco ad apportare calore dal sole durante l'inverno, mentre portano guadagni solari non voluti nelle stagioni calde.

È necessario prestare attenzione alla progettazione delle finestre e, se necessario, prevedere sistemi di protezione dal sole (strategia estiva).

In generale, la progettazione di una Passivhaus deve tener conto delle condizioni climatiche locali.

 

Di riferimenti a CasaClima ne è pieno il blog...

...quindi è inutile che ti racconti ancora cos'è e cosa ti permette di fare. Dico solo che CasaClima oggi è un'agenzia interamente pubblica ed ha certificato oltre 5000 edifici in tutta Italia. Ciò che può essere più interessante, invece, sono i punti in comune con il modello tedesco, anche se questo è nato prima ed in buona parte ha ispirato il protocollo CasaClima.

 

Punti in comune tra i protocolli CasaClima e Passivhaus

Senza perder tempo, ti faccio una carrellata di obiettivi che si prefiggono tanto l'agenzia altoatesina che l'istituto tedesco.

  • Miglioramento drastico delle prestazioni energetiche degli edifici e il comfort ambientale degli occupanti
  • Processo di sviluppo del progetto e non certificazione ex post
  • Consulenti certificati e valutatori terzi
  • Elevato standard costruttivo e particolare importanza alle fasi progettuali
  • Priorità alla coibentazione dell'involucro per limitare il più possibile il consumo di energia
  • Nessun vincolo progettuale riguardo a forma geometrica dell'involucro e materiali utilizzati
  • Valutazione delle prestazioni energetiche (anche grazie alla certificazione finale)
  • Test e manutenzione in fase successiva
  • Certificazione delle riqualificazioni energetiche sull'esistente

 

CasaClima vs protocolli di sostenibilità ambientale

La sostenibilità ambientale è un aspetto molto importante, ma va perseguito in primis dall'intera collettività, attraverso le corrette politiche delle amministrazioni locali e nazionali.

CasaClima, ad ogni modo, dà la possibilità di certificare anche attraverso CasaClima Habitat in modo da mantenere anche l'attenzione individuale sulla sostenibilità di tutto il contesto abitativo. Oltre agli aspetti fondamentali legati ai consumi energetici degli edifici che compongono il contesto edilizio, vengono introdotti anche criteri di valutazione che interessano tutti gli ambiti della sostenibilità: natura ( aspetti ecologici), vita ( aspetti socio-culturali) e trasparenza (aspetti economici).

 

CasaClima vs Passivhaus

Per certi aspetti si potrebbe dire che CasaClima si sia ampiamente ispirato al modello Passivhaus, nato in Germania precedentemente. Ha però usato una maggiore flessibilità nel tempo. Passivhaus, infatti, riconosce un unico livello qualitativo di casa. CasaClima ne riconosce tre: Gold, A e B.

La CasaClima Gold, di fatto, ha un indice di prestazione energetico (< 10KWh/m2 anno) più restrittivo di quello della Passivhaus (< 15KWh/m2 anno).

Entrambe le certificazioni mettono al centro della progettazioni l'utilizzo di fonti passive, per cui apporti solari e fonti di calore interne, da preservare attraverso il potenziamento della coibentazione delle strutture e della tenuta all'aria.

 

Perché ho scelto di certificarmi come consulente CasaClima

Fermo restando che sposo in pieno il concetto di sostenibilità, ho ritenuto ancora più importante dare la priorità alle esigenze dirette dei committenti, che hanno la necessità di focalizzare i loro sforzi per il conseguimento del loro benessere abitativo e dell'ottimizzazione dei consumi

CasaClima è un protocollo che nasce nelle provincia di Bolzano. Coniuga quindi la precisione tedesca alla flessibilità e creatività italiana. Trovo che il progetto CasaClima offra maggiori spazi di manovra rispetto al sistema Passivhaus, pur avendo molti aspetti in comune, come descritto sopra.

CasaClima in Italia oggi è la sintesi di:

  • progettazione efficiente
  • elevato risparmio energetico
  • certificazione dei materiali e delle ditte partner
  • attenzione alla sostenibilità ambientale
  • possibilità di certificare  a più livelli ogni tipo di edificio 

CasaClima R è il progetto nel quale più credo, nell'ottica della riqualificazione energetica degli edifici esistenti. Vedo il protocollo CasaClima, su questi aspetti, molto appropriato. Si tratta comunque di una mia personale visione del futuro. Questo blog, del resto, è perfettamente incentrato sulla riqualificazione energetica e sul recupero dell'esistente.

 

In conclusione...

Posso anche capire che i colleghi più anziani facciano spallucce e ritengano queste tematiche inutili. Loro hanno sempre costruito così. Ma non devo certo convincere loro a cambiar registro. 

Il mio obiettivo è quello di far ragionare il committente privato sui benefici rispetto agli ormai costi standardizzati. 

Se si deve costruire una nuova casa, e meglio ancora se si vuole riqualificare un'abitazione, oggi non si può scegliere in modo diverso, non si può prescindere da caratteristiche di risparmio energetico, comfort e sostenibilità.

Con questo articolo, quindi, vorrei dare un mio spero pesante contributo a cambiare la mentalità ancora "dura a morire" che esiste in ambito edilizio, e che ci ha portato in buona parte alla situazione attuale. Non è più possibile speculare sulla salute e sulle tasche dei cittadini.

Dobbiamo risanare l'esistente e renderlo perfettamente confortevole, costruire case molto migliori, laddove non si possano riqualificare quelle vecchie.

Dobbiamo progettare in modo molto più efficiente, migliorando anche l'aspetto estetico di quello che già esiste, visti i risultati di tanti palazzoni orribili che si accozzano nelle nostre città.

 

PS: Condividi questo post se ti è piaciuto o l'hai trovato utile, aggiungi un tuo commento qui sotto e iscriviti alla mia newsletter! Grazie

 

 

Commenti   

0 # Mauro 2013-12-19 09:41
Salve Laura,sono Mauro,CONDIVIDO in pieno il tuo pensiero anche perchè a Modena esattamente l'ABITCOOP costruisce già da un pò di tempo case CASACLIMA e per chi sta leggendo posso solo dire che viste di persona solo delle bellissime abitazioni da un punto di vista estetico ma strutturalmente sono avanti anni luce rispetto a quelle di nuova costruzione è vero è una questione di mentalità e direi anche di poca consapevolezza, pigrizia nel non andare a capire veramente cosa significa,CASACLIMA e poi ci si lamenta,la muffa,la condensa,le finestre ecc.oggi mi permetto di dire che con le conoscenze che ci sono uno che vuole comprare o riqualificare sceglie di vivere nella muffa e nella condensa pur di risparmiare qualcosa,infatti l'ho venduta,ma sbaglia e finiamola una volta per tutte, la casa è un prodotto, inserito in un mercato, chi ha i soldi oggi compra case a risparmio o le riqualifica chi non li ha,al posto di comprarsi l'ipad o menate varie pensasse al significato dei soldi ;-)
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
0 # Laura Coppo 2013-12-23 11:07
Grazie mille per il suo feedback, Mauro.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione

Aggiungi commento

A causa dello spam (in particolare pubblicità di offerte di finanziamenti) l'amministratore del blog ha introdotto la moderazione dei commenti.

L'amministratore del blog, inoltre, si riserva la facoltà di non pubblicare o rimuovere a proprio insindacabile giudizio qualsiasi commento che:
- sia illecito, diffamatorio, razzista o calunnioso
- utilizzi impropriamente il mezzo per promuovere o pubblicizzare attività o prodotti commerciali


Codice di sicurezza
Aggiorna