certificato CasaClima - targhettaQuante persone vedono la tv? E quanti seguono Superquark di Piero Angela? Meno di due anni fa è stato mandato in onda un bellissimo servizio in cui si parlava dell'importanza del risparmio energetico nelle nostre abitazioni e dell'opportunità di risanare gli edifici per poter risparmiare un mucchio di soldi attraverso le bollette.

Un concetto semplice che non riesce a penetrare nella nostra cultura. La speranza è quella di poter dare un contributo, per quanto non sia disinteressato in quanto architetto consulente esperto CasaClima, anche con questo blog.

Al video che allego a questo articolo e ti invito a guardare, aggiungo qualche altra considerazione che ti invito a leggere...

 

Viste con la telecamera ad infrarossi le finestre assumono un colore rosso intenso.
Da esse non esce solo calore ma anche quattrini!

 

Le finestre e il tetto disperdono molto caloreLe perdite di calore attraverso le finestre sono il segno tangibile di mancata e corretta coibentazione. Ma chiaramente le perdite non sono dovute solo alle finestre, ma a tutto l'involucro. Nell'immagine qui di fianco puoi notare anche la forte dispersione di calore dal tetto.

Quello che molti ignorano è che le perdite non sono solo dovute a tecnologie scadenti e vetuste, ma soprattutto ad un errato modo di progettare le case.

 

Vediamo alcuni dati:

  • Mediamente ci servono 50.000 kWh/anno per sopperire a tutti i nostri bisogni (consumi privati, per i trasporti, ecc.), ossia circa 500 volte l'energia che il nostro corpo può generare mediamente in un anno
  • l'Italia deve importare dall'estero l'85% dell'energia utile al proprio fabbisogno, con una dipendenza superiore a qualsiasi altro paese europeo.
  • Il 40% dell'energia che ogni singolo cittadino consuma viene utilizzata per i bisogni delle abitazioni.
  • Meno di una nuova costruzione su 10 riesce a consumare meno di 50 kWh*mq/anno in inverno. Ovviamente il dato diviene infinitesimo se consideriamo l'intero patrimonio immobiliare italiano.

 

 

Le tecnologie per risparmiare più del 90% dei consumi esistono già!

...e non c'è dubbio che siano convenienti anche calcolando i costi della loro realizzazione.

 

Può sembrare paradossale, ma uno dei motivi principali per cui le abitazioni a basso consumo energetico sono cosi rare è il fatto che bastano piccoli errori per vanificare gli sforzi e le migliori intenzioni. E questi errori sono frequenti, perché molte delle persone che lavorano alla costruzione o al restauro delle abitazioni, dagli architetti alle maestranze, non hanno una formazione specifica per quello che riguarda il risparmio energetico.

 

Il problema dello spreco di energia con abitazioni che disperdono moltissimo coincide con un'opportunità. È fondamentale progettarle e realizzarle nella maniera corretta, che non è quella tradizionale. Questa strada rappresenta certamente un'opportunità per ricreare sviluppo in un settore che è fortemente in crisi.

Il segnale della proroga delle detrazioni fiscali del 55% per interventi di risanamento e riqualificazione energetica va proprio in questa direzione, ma è necessario un cambiamento culturale non solo per gli imprenditori e per gli addetti ai lavori, ma anche nella testa di tutti i privati cittadini che si trovano ad abitare in case con i problemi menzionati.

 

Le case devono essere costruite in modo da consumare poco. È sufficiente?

Questo è già un obiettivo della normativa italiana che ha recepito quella Europea. In realtà entro il 2018 tutti gli edifici pubblici dovranno essere in grado di ridurre considerevolmente i loro consumi. A seguire entro il 2020 anche le abitazioni residenziali, i capannoni industriali e gli uffici.

Insomma, la necessità di limitare i consumi, ottenere edifici a basso consumo, inquinare meno e ridurre l'impatto ambientale delle tecnologie oramai obsolete di cui si servono la stragrande parte del patrimonio immobiliare italiano è la vera sfida per il futuro. Un futuro vicinissimo, tant'è vero che siamo già molto indietro rispetto a tanti altri paesi d'Europa.

 

Quali sono gli errori più comuni nella costruzione o nel restauro di una casa a basso consumo

Uno dei problemi che non consente di ottenere buone o elevate performance dal punto di vista energetico è il fatto che come prima cosa si pensa all'estetica del fabbricato, o comunque non si inizia da subito a progettare con la finalità di ottenere un edifico a basso consumo.

Le prime insidie, quindi, partono dal disegno progettuale dell'architetto.

Prima ancora di porre il primo mattone e di pensare al pavimento del bagno che il cliente vorrebbe, è necessario fare degli opportuni calcoli energetici per capire come il calore si distribuisce nell'edificio, studiare la forma dell'involucro, il rapporto superficie/volume, l'esposizione e l'orientamento solare, tutti i contributi passivi di calore, ecc.

Fondamentale poi è capire quali materiali usare e come usarli, quali impianti utilizzare e come dimensionarli rispetto a tutto il contesto. Pensi davvero che questo compito possa svolgerlo l'installatore della caldaia o il serramentista o l'artigiano che posa il cappotto? Ognuno di loro è specializzato nel suo mestiere, ma nessuno ha chiaro il quadro completo...

 

 

La stragrande maggioranza del patrimonio edilizio italiano deve essere restaurato e riqualificato energeticamente

Circa il 40% degli edifici in Italia è stato costruito negli anni '60, un altro 20% negli anni successivi fino agli '80, senza decisivi e apprezzabili miglioramenti rispetto ai consumi energetici. Non è sufficiente cambiare solo la caldaia o intervenire solo sugli infissi.

Spesso interventi fatti a “macchia di leopardo” possono essere addirittura peggiorativi rispetto alle condizioni dello stato di fatto.

Ho già spiegato cosa succede sostituendo gli infissi senza apportare altre modifiche alla struttura. Parimenti procedere ad un isolamento a cappotto termico senza eliminare i ponti termici dovuti ad alcune strutture o alla geometria dell'edificio può essere comunque inutile o addirittura dannoso. Si creano in poco tempo differenze di temperatura che portano alla muffa sulle pareti.

 

Una casa a basso consumo è davvero conveniente solo se richiede una manutenzione davvero minima nei successivi decenni

Ci sono diverse ditte certificate CasaClima che garantiscono i propri prodotti per 30 anni e più. Diciamo anche che mediamente una casa a basso consumo costa un 10% in più rispetto ad una tradizionale.

Confrontando però il fatto che poi per i successivi 30-40 anni saranno richiesti interventi di manutenzione davvero minimi, è facile intuire che la differenza che si paga in più la si recupera facilmente ed in tempi anche brevi (8-10 anni). Senza contare che il livello di comfort abitativo è decisamente migliore. Insomma, è un investimento che vale la pena di fare.

 

Ma come essere sicuri che un edificio venga progettato rispettando tutti i criteri per l'alta efficienza energetica?

Fabisogno energetico secondo CasaClima

L'Agenzia CasaClima, come ente terzo, non coinvolto nella progettazione o realizzazione, tutela gli interessi di chi prende in affitto o acquista una casa o un'abitazione perché è un ente di certificazione indipendente.

Ho avuto modo di parlare dello standard energetico CasaClima in molte occasioni, e su questo sito puoi trovare informazioni a riguardo in moltissimi articoli.

 

PS: Aiutami a diffondere la cultura del risanamento e della riqualificazione energetica. smile E' importante!

 

 

Aggiungi commento

A causa dello spam (in particolare pubblicità di offerte di finanziamenti) l'amministratore del blog ha introdotto la moderazione dei commenti.

L'amministratore del blog, inoltre, si riserva la facoltà di non pubblicare o rimuovere a proprio insindacabile giudizio qualsiasi commento che:
- sia illecito, diffamatorio, razzista o calunnioso
- utilizzi impropriamente il mezzo per promuovere o pubblicizzare attività o prodotti commerciali


Codice di sicurezza
Aggiorna