Il ponte termicoIn diversi post precedenti ho accennato al concetto di ponte termico e credo sia necessario darne una spiegazione un po' più tecnica a chi non è del mestiere, per comprendere meglio il perché di una serie di problemi con i quali abbiamo a che fare quotidianamente nelle nostre case.

Dite la verità, quanti di voi si sono sentiti dire dal costruttore che la muffa che si è formata in un “angolo della casa” è dovuta al “punto freddo” e che è normale? Perché si forma la muffa in casa? Ma è davvero normale che un appartamento, magari con una parete a nord, nord-est, abbia il “punto freddo”?  E se ho questo difetto costruttivo, me ne potrò mai sbarazzare o sarò costretta a ricordarmi per sempre il simpatico commento del costruttore, il quale, forse, nel 2013 ancora ignora cosa sia un ponte termico?

Fino a pochi anni fa le stesse normative italiane non prevedevano alcun vincolo costruttivo in relazione all'abbattimento dei consumi (chiamiamoli pure sprechi) energetici, per cui nulla veniva fatto sia in fase progettuale che di realizzazione per eliminare o quantomeno limitare i ponti termici. L’Ente CasaClima, che si ispira a normative Europee più stringenti e precise, pone quale condizione fondamentale, non dilazionabile, l’analisi di tutti i ponti termici già in fase di presentazione di progetto di un edificio e, affinché venga rilasciata la certificazione, tali nodi devono essere risolti e verificati in cantiere.

Non si tratta solo di una prerogativa degli edifici di nuova costruzione, ovviamente; anche alla base di una buona riqualificazione energetica di un edificio c’è l’eliminazione di tutti (possibilmente) i ponti termici al fine di contenere il consumo energetico e di aumentare il comfort abitativo, e vediamo perché.

 

Il ponte termico, quindi, cos'è?

Il ponte termico è una zona dell'involucro edilizio in cui esiste una discontinuità termica con le parti circostanti. Durante le stagioni fredde, ossia nei periodi in cui accendiamo il riscaldamento, lì dove esiste un ponte termico si riscontrano dispersioni maggiori rispetto alle superfici limitrofe e temperature superficiali inferiori:

 

il ponte termico è, di fatto, una via privilegiata di trasmissione dell’energia termica, dall’ambiente interno con temperatura più alta verso l’ambiente esterno con temperatura più bassa.

 

Evidentemente d'estate il processo è invertito, visto che per un principio della termodinamica il calore passa sempre dalla fonte più calda a quella più fredda, anche se l'effetto è meno evidente e fastidioso rispetto alla situazione invernale. Come spiegato in un articolo precedente, l'involucro edilizio può paragonarsi ad un secchio con tanti buchi: il contributo dei ponti termici all'inefficienza del nostro secchio è fondamentale.

I ponti termici possono essere, a grandi linee, di due tipi. Sono di natura costruttiva, laddove troviamo delle variazioni di materiali e relativi spessori: l’ esempio più classico e di facile comprensione è il punto in cui si interrompe la muratura esterna in laterizio con il solaio o con un pilastro in calcestruzzo. Sono invece di natura geometrica per particolari forme dell’edificio, a causa delle quali abbiamo temperature più basse in determinati punti: un esempio tipico è lo spigolo di una stanza tra due pareti confinanti con l’esterno.

 

Perché è importante eliminare i ponti termici?

Se la casa non è isolata, disperdi calore verso l'esternoEssendo il ponte termico un "punto freddo", cioè un punto con temperatura superficiale interna più bassa, a volte anche di molti gradi, alcuni degli effetti sgradevoli che si riscontrano sono:

  • l'aumento delle dispersioni: maggiori sono i ponti termici, maggiori sono le vie di fuoriuscita del calore e i soldi che buttiamo via per riscaldare inutilmente l'ambiente esterno! I pinguini ringraziano, ma loro non ne hanno bisogno...
  • la formazione di condensa superficiale: l’umidità che naturalmente esiste negli ambienti interni abitati da persone, incontrando una superficie a temperatura più bassa cambia di stato, condensa e si trasforma in acqua.
  • lo sviluppo di muffe e proliferazione di batteri sulle superfici interne, che rappresentano un danno non solo estetico ma anche per la salute.
  • discomfort dell'ambiente interno: è un aspetto poco considerato, ma bastano pochi gradi di differenza tra una parete fredda e la temperatura interna dell'ambiente, tipicamente circa 20 gradi, perché il nostro organismo possa avvertire una situazione di disagio.

 

Come faccio a sapere se nella mia casa ci sono ponti termici? E cosa faccio?

TermografiaCertamente la formazione di muffa è un indizio abbastanza evidente, tuttavia non è detto che ci siano ponti termici solo lì dove c'è muffa. Per scoprirlo è necessario ricorrere ad un'indagine fatta con una termocamera, ad una successiva analisi dei dati e ad una valutazione sulla tipologia di possibili interventi da compiere.

Poiché ogni sistema costruttivo presenta caratteristiche specifiche e peculiari, per cui sono richieste soluzioni ad hoc, l'eliminazione dei ponti termici richiede l'intervento di una persona esperta, un tecnico specializzato. Non solo sto dicendo che il fai-da-te del Brico Center è poco indicato, ma aggiungerei di non affidarsi nemmeno al geometra (o all'architetto o all'ingegnere) che solitamente si preoccupa (solo) di pratiche urbanistiche in comune.

La soluzione tipica è quella di un isolamento a cappotto, ma l'intervento può richiedere accorgimenti particolari, non solo lungo le pareti esterne, ma soprattutto nei nodi cruciali, quali ad esempio il nodo cappotto-finestra o particolari situazioni di aggancio di elementi esterni. Il lavoro di progettazione preliminare può dar luogo anche alla programmazione, eventualmente, di demolizioni "mirate": infatti l’edificio esistente pone dei limiti fisici agli interventi, per superare i quali e ottenere i migliori risultati è necessario prevedere il rifacimento per intero di alcune parti, nonché lo smontaggio e sostituzione di altre (come ad esempio il falso telaio dei serramenti o l’eliminazione in toto del vecchio cassonetto). Per maggiori approfondimenti, più tecnici e magari molto noiosi per i non addetti ai lavori, consiglio di leggere questo articolo, tanto per capire che si può intervenire in diversi modi e con risultati diversi (anche in termini di costi).

 

E se volessi comprare una casa nuova, come faccio a scoprire se l'impresa mi sta vendendo la casa con i buchi?

La casa con i ponti termici è come un emmenthal: pieno di buchi!L'argomento sembrerebbe banale, perché un acquirente, per non sapere né leggere né scrivere (come si suol dire), dovrebbe semplicemente affidarsi a quanto riportato su una certificazione. Attenzione, però, perché leggere che una casa è in classe A o B, secondo la normativa italiana, è fuorviante! Non è affatto escluso, infatti, che possano esserci ponti termici, con tutte le conseguenze che ne seguono, per quanto già spiegato. Oltretutto, una casa classe A o B solitamente viene acquistata a prezzi superiori rispetto a quella che è la media di mercato della zona. Quindi il rischio è proprio quello di credere di avere un appartamento a prova di bomba, e ritrovarsi dopo solo pochi mesi dall'acquisto a spruzzare soluzioni antimuffa sui battiscopa, negli angoli e intorno agli infissi.

Purtroppo non sto inventando nulla! Conosco direttamente e indirettamente casi in cui i proprietari hanno querelato le imprese per danni.

Attenzione! Non sto dicendo che tutti gli edifici in classe A o B abbiano problemi. È molto probabile che la maggior parte (non sto qui a fare statistiche) siano costruiti anche benissimo. Il problema è proprio a monte. La normativa italiana impone alcune cose e consente di trascurare altri aspetti che invece, al livello europeo, così come recepiti e migliorati da CasaClima, sono inderogabili. La stessa certificazione rilasciata da CasaClima è successiva ad una serie di verifiche in cantiere.

Insomma, chiedere all'oste se il vino è buono è poco intelligente. È molto intelligente, invece, verificare da più fonti l'attendibilità di quello che ci viene detto, soprattutto se si spendono un bel po' di soldini in virtù di un chiaro obiettivo come quello del risparmio energetico.

 

Riepilogando...

Scopo di questo articolo – in generale del blog - non è quello di spiegare a colleghi, costruttori, impiantisti, ecc. quelle che dovrebbero essere le basi del nostro mestiere, ma far chiarezza sull'argomento e rendere più consapevoli i consumatori, ossia:

  • i proprietari che vogliono avviare lavori di ristrutturazione
  • gli acquirenti che si accingono a comprare una nuova abitazione

Comprare una casa, infatti, non è comprare un paio di scarpe. Forse è il caso di capire il più possibile cosa si sta acquistando, per non trovarsi poi a fare i conti con ambienti insalubri e poco confortevoli e bollette salate, malgrado la certificazione (normativa italiana) permetta in molti casi di classificare l'immobile tra le prime classi energetiche.

 

PS: Cosa ne pensi di questo articolo? L'hai trovato utile? Mi farebbe piacere se aggiungessi un tuo commento qui sotto e mi faresti un favore se volessi condividerlo con i tuoi amici/parenti!  

 

Commenti   

+1 # Giuseppe 2014-08-12 22:29
Salve Laura,
ho intenzione di ristrutturare interamente un appartamento a Palermo di circa 50 mq. Non potendo fare un cappotto esterno stavo pensando ad uno interno.
Ho mura sottili, tetto terrazzato (non isolato) C'è un grosso problema di freddo e umidità d'inverno e caldo e umidità d'estate.
Vorrei sapere cortesemente quanto mi costa una consulenza.
Grazie

Giuseppe
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0 # Laura Coppo 2014-08-27 15:45
Salve Giuseppe,

mi può scrivere in privato a , indicando il suo numero di telefono.

Grazie
Laura
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+1 # AntonioLautieri 2013-09-02 09:23
Mi farebbe piacere avere una tua soluzione per la coibentazione in una ristrutturazione di parete realizzata negli anni 60/70 con blocchi vuoti in cls di spessore cm 30 Grazie
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-1 # Laura Coppo 2013-09-03 08:37
Ciao Antonio,
approfitto della tua richiesta per rispondere anche a tanti altri che mi scrivono anche in posta privata.

Posto che non è possibile dare una risposta esaustiva e (possibilmente) corretta su una soluzione da adottare senza aver esaminato la struttura in questione, e posto che non esiste una soluzione se prima non si è determinato l'obiettivo (tu cosa vuoi ottenere?), ci tengo ancora una volta a sottolineare che attraverso il blog non è possibile fare consulenza personale e gratuita.

Lungi da me essere scortese o non voler dedicare tempo ai tanti lettori, ma rispondere ai commenti su questo blog equivale a chiarire o approfondire i concetti espressi, spero comunque utili, non fare consulenza gratuita e personalizzata.

Eventualmente, chiunque avesse bisogno di essere seguito in maniera più specifica e diretta, può inviare un'email a avente come oggetto "Richiesta consulenza a pagamento".

Tutto questo per tutelare non solo il lavoro del professionista (non solo il mio, ma quello di qualunque collega che vedrebbe svilita la professione fatta con consigli "alla buona" su internet), ma soprattutto gli utenti stessi che leggono il blog.

Continuo (e continuerò) infatti a sottolineare che non è possibile semplificare e generalizzare un caso particolare. Ogni situazione va studiata, analizzata e richiede una soluzione specifica.

Altrimenti si rischia di fare più danni rispetto allo stato di fatto, e io in particolare, non solo non voglio prendermi questa responsabilità, ma ritengo proprio che sia la cosa peggiore da potersi fare.

Spero che continuerai a leggere questo blog e che possa trovare sempre interessanti i suoi contenuti.
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0 # Mauro Bianco 2013-02-09 14:05
Ciao Laura sono pinamente d'accordo con te, essere onesti e professionali ne trae vantaggio solo il cliente finale. Purtroppo nel nostro paese vige poco controllo su tutto quanto, e logicamente chi costruisce pensa solo al suo portafoglio.(questo perchè nessuno controlla, basterebbe iniziare a dare delle belle multe salate e tutto sarebbe più facile). Buon Lavoro
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0 # Laura Coppo 2013-02-10 10:42
Grazie del tuo intervento. In effetti laddove c'è poco controllo da parte delle autorità, resta solo alla professionalità dei tecnici fare della buona edilizia. Ci deve essere da parte dei committenti, ovviamente, una scelta accurata del tecnico più preparato.
Per quanto riguarda l'aspetto sanzionatorio: credo che la difficoltà di vendere immobili 'scadenti' dal punto di vista tecnologico e costruttivo e la prospettiva di avere in futuro problemi legali con i propri clienti, dovrebbero essere deterrenti sufficienti per i costruttori a immettere nel mercato immobili con 'difetti' costruttivi.
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0 # Laura Coppo 2013-01-31 21:25
Grazie! Spero sempre di riuscire a dare qualche informazione utile! :-)
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0 # cinzia 2013-01-31 08:12
interessante come sempre! :roll:
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