Le condizioni di benessere termico sono quelle perfette?La scorsa settimana abbiamo parlato di comfort termico ambientale e dei fattori oggettivi che ci possono consentire di ambire al miglior benessere possibile in casa se sapientemente “aggiustati”. È infatti evidente che non possiamo cambiare le condizioni atmosferiche esterne e che durante l'anno, il nostro corpo sarebbe sottoposto a temperature, umidità, ecc. anche molto diverse, senza alcune "protezioni" quali i vestiti e le abitazioni.

Nel nostro ambiente domestico, invece, possiamo e dobbiamo intervenire. In realtà già lo facciamo, con il riscaldamento, ad esempio, o con l'aria condizionata. Ma spessissimo questi impianti, oltre ad essere obsoleti e inefficienti, sono anche inefficaci.

Ma soprattutto consumano energia e soldi!

Riprendiamo il seguente concetto:

“In generale una persona si trova in stato di benessere quando non percepisce nessun tipo di sensazione fastidiosa ed è quindi in una condizione di neutralità assoluta rispetto all’ambiente circostante”.

 

Se considerassimo solo i parametri fisici, in particolare temperatura, umidità relativa e velocità dell'aria, potremmo dire che siamo in condizioni ideali, grosso modo, in queste condizioni:  

Ma ci sono ulteriori elementi che devono essere considerati, e che purtroppo non possono essere misurati tutti in modo oggettivo, come invece possiamo fare con i parametri su menzionati. Questi ulteriori elementi, che comunque incidono sul benessere ambientale dell'individuo, anche in misura maggiore in molti casi, rispetto ai fattori fisici, vengono misurati in maniera statistica.

Cercherò di semplificare al massimo questo concetto, che magari ti è già molto chiaro, con...

 

Un esempio di come influiscono i parametri sulla condizione di benessere di due persone diverse

Un atleta può sudare anche con temperature più basse... Giornata autunnale con temperatura di 16°C. Un atleta che corre in un parco è molto probabilmente in condizione di benessere, anche con indumenti leggeri. Una signora anziana in un appartamento anni '60, con il riscaldamento centralizzato non ancora attivo (è quindi ipotizzabile una temperatura di 18°C internamente), probabilmente avrà bisogno di una copertina sulle gambe, forse di una stufetta elettrica, ma comunque necessiterà di essere vestita più pesantemente.

Se quindi studiassimo solo i parametri fisici, troveremmo un'incongruenza tra due persone che a temperatura quasi simile (l'atleta è all'esterno, a temperatura anche più bassa!), percepiscono le condizioni esterne molto diversamente e avvertono l'uno comfort e l'altro discomfort termico.

È ovvio per tutti che la percezione delle condizioni climatiche sia diversa da persona a persona. È dunque altrettanto ovvio che ci siano diversi altri fattori soggettivi che influenzano le condizioni di benessere (termico) ambientale.

Come tutti gli animali, anche l'uomo è in grado di adattare, entro un certo intervallo, le proprie condizioni a quelle dell'ambiente, senza molti problemi. Questa operazione viene fatta mediante un meccanismo di termoregolazione, ossia attraverso la vasodilatazione e la vasocostrizione dei vasi sanguigni.

Mentre la temperatura corporea interna è solitamente intorno ai 36 gradi, con piccoli scostamenti da persona a persona, la temperatura “sulla pelle” può variare moltissimo. La pelle è la nostra interfaccia con l'ambiente esterno.

Se ad esempio d'estate l'aria è satura di umidità e non c'è ventilazione, il corpo non riesce a smaltire il proprio calore senza farcelo notare: infatti sudiamo. E la situazione può essere anche molto drastica, al punto da non riuscire nemmeno a lavorare!

I parametri che leggerai di seguito non sono certo segreti ai quali tu non avevi accesso... Parlerò di cose molto banali, tutte cose per cui dirai: “Ovvio!” L'intento qui è di raggrupparli e capire come tutti insieme influiscono sul nostro benessere. Insomma, voglio creare solo maggior consapevolezza.

Vediamo allora quali sono...

 

Gli altri 6 fattori soggettivi che influiscono sulle scelte di dimensionamento degli impianti per ottenere un perfetto comfort ambientale

 

6. Attività svolta che influenza il metabolismo

Il metabolismo è il complesso delle reazioni chimiche e fisiche che avvengono nel nostro corpo. Come conseguenza di questo processo biologico c'è lo sviluppo di energia, a seguito della trasformazione degli alimenti. Senza entrare nei dettagli (mi scuso come al solito con gli esperti, ma l'intento è solo quello di semplificare quanto più possibile certi concetti), il metabolismo è influenzato dalle attività che svolgiamo. Il tasso di metabolismo si può misurare, ed è espresso in [Watt/mq], ossia quanta energia (in realtà potenza) il corpo produce per unità di superficie.

Mediamente si potrebbe ritenere che la superficie di un adulto sia di circa 1,8 mq.

Per fare un esempio, mediamente durante il sonno produciamo 40W/mq, da seduti 60 W/mq. Poi si può passare dai circa 100 W/mq per un'attività leggera agli oltre 200-220 W/mq per attività sportive intense. Questo giusto per dare un'idea.

Ma cosa significa?

La signora anziana della nostra storia... Significa che un individuo, producendo energia attraverso l'attività svolta, risente in maniera anche molto diversa delle condizioni esterne. Ecco perché fondamentalmente l'atleta e la signora anziana percepiscono un comfort termico diverso alla stessa temperatura (oggettiva). Per l'atleta è più facile dissipare il calore prodotto dallo sforzo se la temperatura è più bassa.

Tutto questo per dire che non può esistere una condizione di comfort termico ideale per tutti allo stesso modo. Nemmeno per lo stesso individuo.

Se voglio soddisfare più persone in uno stesso identico ambiente, è necessario che:

  1. quanto meno, facciano cose simili;
  2. si usi una valutazione statistica per determinare le condizioni fisiche (temperatura, velocità dell'aria e umidità relativa) ideali per tutti.

Si pensi ad esempio ad un ospedale o ad una palestra, tanto per citare due ambienti con molte persone diverse, in condizioni opposte. In ospedale, data l'attività molto bassa, è necessario avere temperature interne più “soft”, più vicine a quella corporea. In una palestra, data l'attività intensa, serve meno riscaldamento d'inverno e molto più raffrescamento d'estate.

A meno che quegli edifici siano stati concepiti con l'intento di avere davvero bassi consumi...

 

7. Abbigliamento

I vestiti sono lo strumento ulteriore (artificiale) che abbiamo per proteggerci da caldo e freddo. Quasi tutti gli animali hanno pelo o piume, per fare la stessa cosa. Se però gli animali si sono adatti ai diversi climi e hanno popolato specie per specie solo alcune zone della terra, l'uomo con questo stratagemma è in grado di andare ovunque. Poi una tisana calda o un vin brulè, e una stube fanno comunque la differenza in alta montagna... Sorridente

L'abbigliamento influisce sugli scambi di calore mediante conduzione e irraggiamento, sulle perdite di calore con l'evaporazione. L'isolamento o resistenza termico dovuto all'abbigliamento può essere misurato in modo deterministico, ed è espresso attraverso il [Clo], pari a 0,155 [mq K/W].

Tutto questo per fare una scala e mettere a confronto la “pesantezza” del nostro vestiario.

Posto che nudi la resistenza è pari a zero, si va dagli 0,4 Clo per una tenuta leggera estiva agli 1,5 Clo per un completo giacca e cravatta.

Ormai ognuno di noi ha imparato ad autoregolarsi con il vestiario a seconda delle stagioni. In realtà l'operazione diventa un po' più difficoltosa proprio nelle stagioni di transizione, primavera e autunno, perché si hanno fasce di temprature a cui soggettivamente reagiamo in modo diverse.

 

8. Età

Una delle differenze del primo esempio tra l'atleta e la signora anziana, anche se non è stato detto esplicitamente, era l'età. Senza voler far torto a persone che ad una certa età fanno ancora sport, c'è da dire che il metabolismo degli anziani è per forza di cose più lento. Hanno dunque bisogno di ambienti con temperatura leggermente superiore rispetto a persone molte giovani.

 

9. Sesso

Ok, noi donne abbiamo sempre freddo, per cui a parità di temperatura e umidità un golfino a portata di mano non fa mai male. Le donne, infatti, hanno un tasso di metabolismo leggermente più basso rispetto agli uomini. Quindi è normale che siano più a loro agio con temperature leggermente superiori.

Del resto non si può pretendere un microclima personalizzato all'interno della stessa stanza...

 

10. Caratteristiche fisiche individuali

Tra queste possiamo citare: forma del corpo (alto, basso, robusto, ecc.), stato di salute, grasso corporeo, quantità e qualità di cibo ingerito, capacità di adattamento. Possibile che salti anche qualcosa, ma è evidente che tutte queste cose non sono facilmente misurabili, e proprio perché individuali, è impossibile progettare un sistema che programmi il benessere termico ad hoc, ad personam.

Possiamo però affermare che mediamente per mantenere l’equilibrio termico la temperatura ambiente dovrebbe variare inversamente al tasso di metabolismo.

 

11. Fattori psicologici e culturali

Poiché non siamo solo corpo, il nostro stato mentale può condizionare moltissimo il benessere termico ambientale che dovremmo avvertire, a parità di altre condizioni.

Inoltre in base alle condizioni sociali e ambientali si possono trovare diversi gradi di accettazione di situazioni non confortevoli. Una persona indigente che vive per strada, ad esempio, è in una prolungata situazione di disagio, per cui è portata a ritenere "normale" anche una situazione ambientale pessima, come il freddo invernale, che in un ambito socio-economico diverso sarebbe giudicata di forte malessere. Non sto affermando che un clochard stia bene al freddo, dico che è portato mentalmente a ritenere quello stato di malessere come consueto, normale.

Una persona abituata agli agi e alle comodità della propria casa richiede invece un elevato grado di comfort. Per questa persona è questa la normalità.

 

Qual è la condizione ideale di comfort termico alla luce di questi parametri?

Tutti i parametri elencati concorrono quindi alla determinazione del comfort termico di un ambiente. Non si può fare una corretta valutazione escludendone alcuni.

In passato sono stati condotti esperimenti su campioni di persone con caratteristiche diverse. Tali studi statistici hanno portato a ricavare dei diagrammi bioclimatici in cui è possibile individuare delle zone di comfort per un numero il più possibile ampio di persone. Ometto di entrare nei dettagli , perché l'argomento è molto vasto e potrebbe essere anche noioso.

Ora però hai dei parametri per giudicare meglio quanto segue:

Se durante l'estate continui a sudare malgrado l'aria condizionata, se ti ammali continuamente a causa degli spifferi d'aria, se hai spesso mal di testa o dolori alle ossa a causa di una casa umida, sei davvero lontano da una condizione di benessere ambientale ottimale.

 

E tuttavia non risolvi questa situazione cambiando semplicemente la caldaia o lo split. Un impianto di ventilazione meccanica controllata (VMC) è importantissimo, ma da solo, senza un adeguato progetto di dimensionamento dell'intero “ecosistema casa”, potrebbe essere solo una spesa inutile.

Rinunciare all’utilizzo di alcune comodità e al benessere deve essere solo una consapevole scelta personale e non può venire da un’imposizione progettuale. Ogni casa di nuova costruzione o che viene ristrutturata a nuovo dovrebbe poter garantire standard qualitativi di benessere decisamente superiori a quelli odierni della maggior parte delle case costruite negli ultimi 40 anni.

Mi riferisco spesso a questi edifici perché paradossalmente sono stati costruiti anche peggio rispetto alle case di inizio novecento. Anche su queste ultime, comunque, c'è molto da fare.

Allora alla fine di questi due ultimi articoli cosa ti deve restare in mente?

Semplicemente che apportando modifiche sostanziali all'involucro e dimensionando opportunamente gli impianti (se l'involucro è ben fatto, non spenderai cifre considerevoli per gli impianti ma soprattutto per il loro funzionamento!) puoi davvero rendere il tuo ambiente domestico perfetto.

 

PS: condividi con gli amici e le persone a cui credi possa essere utile questo articolo. Un tuo commento è sempre molto gradito.

  

Leggi anche questo articolo correlato:

<--- Gli 11 fattori che determinano il perfetto comfort termico per vivere bene nella propria casa [1^ parte]

 

Aggiungi commento

A causa dello spam (in particolare pubblicità di offerte di finanziamenti) l'amministratore del blog ha introdotto la moderazione dei commenti.

L'amministratore del blog, inoltre, si riserva la facoltà di non pubblicare o rimuovere a proprio insindacabile giudizio qualsiasi commento che:
- sia illecito, diffamatorio, razzista o calunnioso
- utilizzi impropriamente il mezzo per promuovere o pubblicizzare attività o prodotti commerciali


Codice di sicurezza
Aggiorna